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Recensione : Enslaved – Utgard

Tornano con un nuovo lavoro i norvegesi Enslaved, uno dei gruppi che negli ultimi anni hanno fatto compiere passi da gigante al metal estremo.

Enslaved - Utgard

Enslaved – Utgard

Tornano con un nuovo lavoro i norvegesi Enslaved, uno dei gruppi che negli ultimi anni hanno fatto compiere passi da gigante al metal estremo.

Nati nel 1991 in Norvegia, ai loro primordi facevano un black metal orientato al viking, e fecero dischi notevolissimi come Frost del 1994 e Eld del 1997, giusto per citarne alcuni. Essendo un gruppo che ha sempre amato andare oltre i propri orizzonti come i vichinghi, gli Enslaved ad un certo punto della loro carriera hanno deciso di esplorare altri lidi, cercare nuove terre musicali.

Ecco quindi che da Mardraum del fatidico anno 2000 gli Enslaved hanno dato vita ad una parabola musicale che non è ancora finita, e che sta volanfo molto alto.

A partire dai primi dischi black viking si poteva comprendere fin dall’inizio che questo gruppo aveva qualcosa in più rispetto alla maggior parte dei gruppi affini, e quel quid stava continuando a crescere. Con autentici capolavori come Isa del 2004, Vertebrae del 2008 e Axioma Ethica Odini del 2010 hanno dato vita ad una ricerca musicale profonda ed accurata, rivolgendosi verso il progressive ed il post metal, senza mai perdere di vista le loro origini nordiche, sia in musica che nei testi.

Ascoltare un disco degli Enslaved è un’esperienza prima di tutto mentale, uno snodarsi di sapori e sensazioni che portano lontano. Questo ultimo lavoro, Utgard, è un ulteriore passo in avanti nella loro poetica musicale, un progredire della loro questione. Utgard nell’antica mitologia norrena è una parte dello Jotunheim la terra dei giganti nemici degli dei, e questa parte è governata da Utgard Loki, e qui caos ed armonia, bellezza e bruttezza, saggezza e pazzia convivono.

Tutto ciò calza a perfettamente per questo ultimo lavoro degli Enslaved, un disco maestoso, ambizioso e che necessita di molti ascolti per poter essere assaporato fino in fondo.

Una delle peculiarità maggiori degli Enslaved è che sono riusciti a riportare nella loro musica e nei loro testi la vera essenza del mondo nordico come la pazzia degli dei, la fallacia degli uomini e l’immensa profondità della mitologia e della vita norrena.

Utgard porta avanti il loro discorso musicale intessuto negli anni, ogni canzone ha un suo stile, come se tanti gruppi suonassero seguendo un canone estetico che è quello degli Enslaved.

La ricchezza musicale di questo gruppo è tale che la loro musica si scinde in gocce che cadono dal cielo, e ognuna è differente dall’altra.

Rispetto alle precedenti uscite Utgard è più cattivo, più cupo ma con picchi altissimi di luce, momenti di epos che si avvicinano al pop, con ritornelli molto azzeccati. Per dare un’idea della varietà di questo disco, la sesta traccia, Urjotun, è un bellissimo pezzo che nasce new wave per poi diventare altro o come la successiva Flight Of Thought And Memory, con cavalcate epic metal molto notevoli, ma tutto muta in continuazione.

Nove pezzi sempre diversi, con ben fissi i temi della loro tradizione, con un’innovazione continua che in questo Utgard pone maggior attenzione sul versante metal del gruppo, specialmente nella seconda metà del disco.

Metal moderno nella scia della tradizione norrena, per un disco che va compreso e che regale tantissimo, ma che può anche essere ballato, perché in quelle nebbie ed in quei ghiacci c’è tantissimo.

Inoltre Utgard è anche un ottimo inizio per chi si vuole avvicinare al magnifico mondo degli Enslaved.


Track List
1. Fires In The Dark
2. Jettegryta
3. Sequence
4. Homebound
5. Utgarđr
6. Urjotun 04:21
7. Flight Of Thought And Memory
8. Storms Of Utgard
9. Distant Seasons

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