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Recensione : Ekstatis – The Book Of Longing

The Book Of Longing è un oasi di tranquillità che potrebbe fare la gioia anche degli appassionati di suoni estremi dall’indole più introspettiva , di sicuro va preso esattamente per quello che è, ovvero un buonissimo album di musica folk, senza altri fraintendimenti.

Ekstatis – The Book Of Longing

Da Olympia, stato di Washington, arrivano a noi gli Ekstatis, combo dedito ad un folk contraddistinto da una certa purezza di fondo.

Infatti, nel sound del quintetto guidato dal vocalist e chitarrista Johhny DeLacey, non si rinvengono influenze pagan e neppure pulsioni neo folk: il sound esibisce una limpidezza accentuata dagli strumenti acustici, con flauto e, soprattutto, violino, a fornire il loro decisivo contributo.
L’album è piuttosto lungo ma, nonostante ciò, non risulta affatto noioso: a volte sembra quasi d’ascoltare una versione più intimista e velata di una certa malinconia dei Penguin Cafè Orchestra, il che, ovviamente, è tutt’altro che deprecabile.
Volendo cercare il pelo nell’uovo, la voce di DeLacey è un po’ monocorde, ma viene comunque sfruttata con una certa parsimonia e, in ogni caso si rivela funzionale al particolare mood del lavoro, portato al suo apice nella bellissima Ouroboros.
The Book Of Longing è un oasi di tranquillità che potrebbe fare la gioia anche degli appassionati di suoni estremi dall’indole più introspettiva , di sicuro va preso esattamente per quello che è, ovvero un buonissimo album di musica folk, senza altri fraintendimenti.

Tracklist
1.Clouds
2.Angels With Flaming Swords
3.Ouroboros
4.Microcosmos
5.Peace and Solitude
6.Helligkeit
7.Unbroken

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