Dreadzone – Dread Times

Dreadzone – Dread Times

Questo disco ha moltissime incursioni in territori elettronici, tra house, jungle e drum and bass si riesce sempre a ricreare la magia del suono Dreadzone, che porta avanti la grande tradizione inglese della commistione di suoni e generi che si ritrovano sull'asfalto, perché questa è vera urban music.

Tornano i Dreadzone, con un nuovo album a quattro anni da Escapades.

I Dreadzone nascono nell’ormai lontano 1993 a Londra, dall’incontro dell’ex batterista dei Big Audio Dynamite Greg Roberts, e Tim Bran che era stato ingegnere del suono e collaboratore di Julian Cope.

Il nome Dreadzone fu suggerito loro da Don Letts, ed è chiaro che con queste premesse l’avventura partiva sotto i migliori auspici. La loro carriera è lunga e composta di molti buoni dischi, tanto a diventare uno dei principali gruppi di riferimento per quanto riguarda il regga dub e ancora di più per la fusione di qusti generi con l’elettronica.

La musica dei Dreadzone, e Dread Times non fa eccezione, è una commistione di bassi corposi e decisi, con ottime melodie e storie da raccontare, avvalendosi anche di una produzione mai sotto il livello di eccellenza. Questo disco ha moltissime incursioni in territori elettronici, tra house, jungle e drum and bass si riesce sempre a ricreare la magia del suono Dreadzone, che porta avanti la grande tradizione inglese della commistione di suoni e generi che si ritrovano sull’asfalto, perché questa è vera urban music.

Molti palati saranno soddisfatti dai variegati gusti musicali presenti in Dread Zone, che sicuramente si pone in alto nelle produzioni del gruppo. Ascoltare i Dreadzone è riempirsi di buone vibrazioni, di musica calda e appagante, ma è anche continuare a marciare sulle strade di tutto il mondo, cercando e rivoluzionando, cominciando da se stessi, perché il loro messaggio è universale.

Musicalmente i Dreadzone si confermano come uno dei migliori gruppi sulla piazza, perché prove come Dread Times riescono sempre a confermare un ottimo livello, che non viene mai perso di vista. I Dreadzone sono sempre avanti.

 

TRACKLIST

Rootsman
Mountain
Battle
Escape
16 Hole
Black Deus
Music Army
Area Code
Keep It Blazing
Never Going Back
Where Is My Friend
After the Storm

LINE-UP
Greg Dread, Leo Williams,Chris Compton, Spee, Earl 16,Bazil

VOTO
8

URL Facebook
http://www.facebook.com/dreadzone

Share:

Facebook
Twitter
Pinterest
LinkedIn
Get The Latest Updates

Subscribe To Our Weekly Newsletter

No spam, notifications only about new products, updates.
No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

On Key

Related Posts

The Cogs – White Boy, White Girl

The Cogs – White Boy, White Girl: son dischi come questo che mi fanno ancora credere che qualcosa si può fare, che non tutto è finito: finché in giro ci saranno persone come i Cogs non ci si può sentire soli, isolati, incompresi; è davvero impossibile.

Intolerant - Zero Point - Extreme Chaos Records\Despise The Humans-2022

Intolerant – Zero Point

Intolerant Zero Point: Il risultato è un disco di una potenza e di una nera bellezza incredibile, una guerra combattuta schiacciando ossa e vite con macchine gigantesche guidate da negromanti che mangiano lsd e respirano fumi radioattivi.

“Non c’è ritorno” di Jim Shepard, edito da 66THAND2ND

Non c’è ritorno di Jim Shepard

Nell’introduzione a questi racconti, ha scritto: “Imparare a perdere una partita, dopotutto, non è un modo sbagliato per iniziare a imparare come perdere qualcosa di più grave. Non c’è ritorno di Jim Shepard

Brian Jonestown Massacre, nel 2023 il nuovo album: ecco i dettagli

Anton Newcombe ha annunciato di avere in programma un nuovo album per la sua creatura neopsichedelica Brian Jonestown Massacre. Il long playing si intitola “The future is your past” e vedrà la luce il 10 febbraio del prossimo anno su A Recordings, etichetta fondata dallo