DENTE-IO TRA DI NOI

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DENTE-IO TRA DI NOI

Dente e il suo atteso ritorno. Io Tra Di Noi e le sue dodici canzoni, un lavoro decisamente piacevole, senza sconvolgenti cambi di rotta.

Dente (Giuseppe Peveri) ritorna, a distanza di due anni da quel clamoroso L’Amore Non E’ Bello, con Io Tra Di Noi. Il nuovo lavoro, dodici canzoni, registrate con l’aiuto di Tommaso Colliva, dei fedeli Sig. Solo e Gianluca Gambini e dei molti altri ospiti (tra cui sicuramente spiccano Enrico Gabrielli e Rodrigo D’Erasmo), ammaliano per la loro delicatezza e vivacità, tra arguzie linguistiche e note di malinconia.

Si inizia con la dolce e malinconica Due Volte Niente, ridotta all’osso, solo voce e chitarra (come eravamo abituati fino a un paio di dischi fa), caratterizzata da quel terribile “non serve a niente fare finta di niente, come se io e te non esistesse più”. Piccolo Destino Ridicolo, invece, trova vigore e si fa decisa, grazie al suono e alle parole velenose e caustiche, quali “più che il destino è stata la tua testa vuota che vi ha unito”, quindi Saldati, affascina e coinvolge, tra le onomatopee, il canticchiare delicato e l’Ungaretti citato. Casa Tua scorre placida, come le calme e calde onde del mare, con Battiato nel cuore e un finale in esplosione mentre Cuore Di Pietra, brevissima e semplicissima, culla l’orecchio, lasciando poi spazio alla frizzante Giudizio Universatile, danzereccia, vivace e un po’ a la Renato Zero, tra brillantini, luci colorate e il suo amaro “giudica tu se il cielo sta venendo giù”. Da Varese A Quel Paese, nonostante le melodie più rilassate e solari, ci intrappola in quell’ “appoggio la mano sull’altro cuscino, e all’improvviso sono ancora una persona sola”. Io Si, dal suono affilato e l’incedere rancoroso (che sai già che sarà una storia senza lieto fine), apre a Puntino Sulla I che, su tempi più lunghi, si abbandona a interrogativi dalle risposte dolorose, con i suoi giochi di parole a sfondo grammaticale (saporiti quanto la successiva La Settimana Enigmatica, completamente giocata su indovinelli e definizioni da cruciverba). Infine, Pensiero Associativo, tra trombe e tromboni, squilla festosa, consegnandoci alla conclusiva Rette Parallele, tragicamente drammatica con il suo “se noi fossimo dei semafori io sarei vicino a te, quando mi spengo io ti accendi tu, quando mi accendo io ti spegni tu”, le altrettanto agre similitudini e il suo finale amaramente festoso, su ritmi e sonorità latinoamericane.

Dente ritorna con un disco decisamente piacevole e interessante, dove i pezzi si susseguono senza intoppi, oscillando tra melodie malinconiche e altre più briose e vivaci, dove la sezione strumentale decora con finezza ogni brano e i testi calamitano l’attenzione, tra giochi di parole, arguzie, frasi semplici e dirette.

C’è da dire, però che, a conti fatti, tutto sembra perfetto, ma privo di qualcosa. Che sia l’assenza dell’effetto sorpresa che aveva accompagnato il precedente lavoro o che qui è veramente difficile trovare una storia che finisca bene, non ci è dato saperlo, ma, a parer nostro, non si riesce ad eguagliare totalmente la caratura de L’Amore Non E’ Bello.

Insomma, un disco ben suonato, affezionato a malinconia e amarezza, dai pochi cambi di rotta e dallo sguardo sempre orientato al passato. Dodici canzoni che si lasciano ascoltare e riascoltare, tra il Lucio Battisti di Anima Latina (sempre presente), un Franco Battiato ectoplasmatico e un Renato Zero dietro l’angolo (solo per citare i riferimenti principali), ma che, in fin dei conti, ha un qualcosa in meno rispetto al precedente lavoro.

TRACKLIST:
01. Due Volte Niente
02. Piccolo Destino Ridicolo
03. Saldati
04. Casa Tua
05. Cuore Di Pietra
06. Giudizio Universatile
07. Da Varese A Quel Paese
08. Io Si
09. Puntino Sulla I
10. La Settimana Enigmatica
11. Pensiero Associativo
12. Rette Parallele

DENTE IO TRA DI NOI

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