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Recensione : Brian James – Kicks and diabolik licks

Tanto si è detto e scritto, da un anno a questa parte, su Brian James, seminale ex chitarrista della prima line up dei Damned – e indimenticabile architetto sonoro del loro incendiario album di debutto, “Damned Damned Damned” – che purtroppo ha lasciato questo mondo il 6 marzo dello scorso anno, e che è stato omaggiato dai suoi vecchi compagni dell’ensemble londinese, quest’anno, con un album di cover riarrangiate di band e artisti che avevano influenzato il percorso musicale del chitarrista inglese.

Nei suoi ultimi anni di vita, nonostante problemi di salute, James aveva continuato a mantenersi musicalmente attivo, suonando in tour con la line up originaria dei Damned nella reunion del 2022 (ed esibendosi, l’anno successivo, anche in una versione riformata dei Lords of the new church, e poi prendendo parte a due serate in onore della compilation “Nuggets” allo storico 100 club di Londra) e, in contemporanea, aveva lavorato alla composizione di un nuovo (e ultimo, col senno di poi) album solista, che è stato pubblicato postumo – su Easy Action – e intitolato “Kicks and diabolik licks“.

Assistito in fase di registrazione dagli amici Austen Gayton (al basso) e da Malcolm Mortimore, Dave “Caveman” O’ Brien e Steve Murray (alla batteria) e ispirato dall’amore di James per la cultura italiana, a cui il nostro rende(va) omaggio già dal titolo (un chiaro riferimento alla mitica saga fumettistica creata dalle sorelle Giussani) passando anche attraverso la passione del nostro per il cinema di genere horror/giallo/noir/thriller dei Sixties-Seventies dei maestri Argento e Mario Bava (evidente sin dalla copertina del long playing, curata dal designer Graham Humprhreys, già responsabile anche dell’artwork dei primi due album dei Lords of the new church) atmosfere cinematiche che si riverberano un po’ lungo tutti i brani del disco, e in special modo nell’opener Stoogesiana “In the blood“, la dinamica “Soho“, “Giallo yellow” (a metà strada tra Stooges e Damned) la cover dei Lords “Dance with me” (con Ramona Wilkins Carlier alla voce) e “Ida Strong” (con quel feeling sinistro conferito dall’organo alla Fuzztones). Ma il talento eclettico di James lo aveva portato a sperimentare anche con artisti jazz come John Coltrane, Charles Mingus e Ornette Coleman (di cui si ha prova nel brano conclusivo “Happy Families aka “Zombie Song” “). Nel mezzo, “So sad Sonny” (che vede la partecipazione di Alan Clayton al microfono) cercava di rievocare i tempi dei Damned.

You want some action, then… yeah?” avrebbe detto Brian James. Per un’ultima volta, è stato stupendo poterlo sentire ruggire alla chitarra e trascinarci in una elettrica danza, prima di lasciarci e partire per altri mondi a far casino insieme a Sid Vicious, Joe Strummer, Johnny Thunders, Stiv Bators, Ron Asheton, Wayne Kramer e altre anime tormentate trasmigrate in altre dimensioni a suonare rock ‘n’ roll e portare in giro per le galassie una delle poche cose buone inventate dai terrestri. Grazie di tutto, antieroe punk.

TRACKLIST

1. In The Blood
2. Soho
3. Giallo Yellow
4. So Sad Sonny
5. Dance With Me
6. Ida Strong
7. Happy Families (aka ‘Zombie Song’)

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