Il 23 aprile del 1976 venne pubblicato, su Sire records, il seminale album di debutto omonimo dei Ramones, disco che, sin dalla sua uscita, ha rivestito un’importanza incalcolabile , in termini di ispirazione musicale e concettuale per migliaia di band in tutto il mondo che, nel corso dei decenni a venire, hanno imbracciato strumenti e iniziato a suonare, ispirati dall’ascolto dei solchi di questo long playing (forgiato grazie alla gavetta fatta dai “quattro finti fratelli portoricani” Joey Ramone alla voce, Johnny Ramone alla chitarra, Dee Dee Ramone al basso e Tommy Ramone alla batteria, negli anni dei loro concerti iconici e fulminei al CBGB che diventò, nel quartiere Bowery a New York, nella prima metà dei Seventies, la culla del nascente movimento punk rock, che ispirò la successiva esplosione in Inghilterra e poi l’espansione a macchia d’olio in tutto il mondo) che ha ufficialmente stabilito gli standard del punk rock per come lo si è conosciuto da allora a oggi: brani di brevissima durata, tre accordi, niente assoli né virtuosismi tecnici, semplicità sonora (nella visione democratica e paritaria secondo cui chiunque potesse aspirare a suonare e fare musica, senza dover necessariamente studiare in conservatorio o concepire la musica come esclusivo vezzo riservato a gente benestante e altolocata) attitudine aggressiva, non risparmiarsi e suonare con energia dirompente anche di fronte a un pubblico di pochissime persone, look riconoscibile, presenza scenica, ritorno all’essenziale e al recupero dell’energia primordiale del rock ‘n’ roll e di una dimensione più umile e terrena della figura del musicista, l’agire per sottrazione eliminando tutto il superfluo e i barocchismi dall’impalcatura del rock mainstream istituzionalizzato, troppo incline al divismo e allo star system che aveva reso le “superstar” musicali assimilabili a icone patinate semidivine. Un Lp ormai entrato nella leggenda e nella storia del rock ‘n’ roll tutto.
Quest’anno “Ramones” raggiunge lo sbalorditivo traguardo dei cinquanta anni di esistenza (un anniversario incredibile per un genere musicale spesso bistrattato e da sempre considerato un fuoco destinato a bruciare in fretta e autodistruggersi, e invece diventato una longeva rivoluzione musicale, concettuale, estetica ed etica, che continua a vivere e ispirare tanti gruppi ancora oggi) e per celebrare la ricorrenza, proprio il 23 aprile verrà pubblicato un libro dedicato ai Fast Four newyorchesi, “All good cretins go to Heaven: The enduring spirit of The Ramones“, retrospettiva scritta da Jenn L. Beckwith ed edita da DiWulf Publishing ed Earth Island Books.
Il volume esplora le biografie dei membri della band di Forest Hills, Queens NY (quattro reietti della società, emarginati, quattro personalità complesse e in contrasto tra loro, ma dal cui conflitto è scaturita una alchimia musicale unica, spinta dalla passione per il rock ‘n’ roll delle origini) analizza la storia collettiva dei Ramones e del loro impatto avuto sulla genesi (innescata nel 1974) del terremoto del punk rock e il valore sociale e culturale generato da quella rivoluzione e dell’essere punk ieri e oggi, implementando il racconto con un lavoro di ricerca – curato da Gary Lynn Clevenger – che comprende aneddoti, foto, illustrazioni, ricordi e contributi esclusivi offerti dalla cerchia più stretta di appassionati e conoscenti del gruppo.











