INTERVISTA CRYSTAL SUN
“The trace you left” dei Crystal Sun è un disco molto diverso dagli altri che abbiamo recensito qui, un qualcosa che va ben oltre la musica, connette metal ed amicizia, vita, dolore e morte. Il progetto Crystal Sun è cominciato con l’idea di Ale Moz, storico bassista dei Detestor, scomparso prematuramente a luglio del 2024. Ale aveva cominciato a lavorare su due brani del disco, e tutto il progetto è stato portato avanti da tanti suoi amici e meravigliosi musicisti come Trevor e Tommy dei Sadist, Giovanni Durst dei Benediction, Andy Marchini (ex Sadist), Enzo Marrali, Gabriele degli Infection Code, Mauro e Giuseppe degli Aydra, Francesco Paoli dei Fleshgod Apocalypse, Dome e Fiore dei Fulci, Steva e Alessio Lucatti dei Deathless Legacy.
Un disco speciale con una missione speciale, ne abbiamo parlato con Trevor dei Sadist, con il quale è sempre bellissimo parlare.
– Ciao, come nasce il progetto Crystal Sun ?-
TREVOR: Il progetto nasce dalla volontà di Ale Moz, era sua intenzione scrivere questo disco. Con Ale ci siamo conosciuti 35 anni fa, collaborare a questo progetto è stata una logica conseguenza, del tutto naturale. Stesso discorso è valso per Paola, amica di sempre, che ha curato egregiamente tutta la parte grafica e Tommy, anche lui amico di vecchia data. Ale purtroppo è riuscito ad ascoltare solo due brani ultimati, era molto fiero, noi siamo andati avanti sulla stessa linea, mantenendo la sua musica e le sue idee, l’unico nostro obiettivo era ultimare l’album nei tempi previsti, siamo orgogliosi di tutto questo!
-Quali sono i musicisti coinvolti ?-
TREVOR: Come detto le parti di basso sono state suonate tutte da Ale, le chitarre da Tommy e Giovanni Durst dei Benediction alla batteria, oltre al sottoscritto per le voci. La parte grafica invece, è stata gestita da Paola, amica di sempre di Ale, ha fatto un lavoro pazzesco, spinta dalla carica emotiva. A noi si sono aggiunti tanti musicisti ospiti e amici di Ale. Tra questi: Andy Marchini (ex Sadist), Enzo Marrali, Gabriele degli Infection Code, Mauro e Giuseppe degli Aydra, Francesco Paoli dei Fleshgod Apocalypse, Dome e Fiore dei Fulci, Steva e Alessio Lucatti dei Deathless Legacy.
– Come avete lavorato per fare il disco ? –
TREVOR: Era nostra intenzione mantenere invariata la musica di Ale e così è stato. Tra me e Ale c’è sempre stato grande feeling anche musicalmente, sapevo cosa gli piaceva. Per quanto riguarda le liriche ho sottoposto lui le mie idee, gli sono piaciute molto, anche lui era affascinato dalla cultura dei nativi. Tommy ha fatto un gran lavoro, oltre a fare il chitarrista ha seguito tutte le fasi di: editing, mixing e mastering. Una parola vorrei spenderla anche per Giovanni Durst, pur non essendo coinvolto emotivamente quanto noi si è prestato alla cosa con grande professionalità, si tratta di un musicista molto preparato e di una splendida persona.
– Il dolore è una forte spinta creativa, ma quanto fa male perdere un amico in quel modo ? –
TREVOR: Condivido, forte spinta, grazie a questo abbiamo lavorato sodo, ma non ti nascondo che è stato molto difficile. Davanti al microfono durante le registrazioni mi sono chiesto se tutto questo fosse vero. Fa tanto male. Ale era una persona buonissima, ho imparato molto da lui, anche nei gesti più semplici. Per chi non ha avuto la fortuna di conoscerlo, si trattava di un ragazzo buono, sempre disponibile con tutti, non aveva pregiudizi di alcun tipo. Un ottimo musicista, un death metaller, con lui abbiamo vissuto tanti momenti bellissimi.
– Il disco è anche un atto d’amore verso il metal e i legami umani che questo crea….-
TREVOR: Assolutamente. Il Metal è una comunità bellissima, una grande famiglia. Anche in questo caso ne abbiamo la conferma. Siamo davvero orgogliosi di questo disco, non voglio pensare a questo album come a un bellissimo testamento, piuttosto a tenere vivo il ricordo di un grande amico che è sempre con noi.
– Ascoltando per la prima volta il risultato del vostro lavoro cosa avete pensato e cosa avete provato ? –
TREVOR: Certamente tanta tristezza, è innegabile, ma parallelamente la gioia di aver portato a termine la cosa. Diverse sensazioni, la nostra speranza è quella che la gente recepisca il progetto per quello che è.
– Questo progetto avrà un futuro ? –
TREVOR: Per il momento siamo concentrati su “The Trace You Left”, il disco è fresco di uscita. Parlare di un seguito perché no, sarebbe bello. Da parte nostra c’è anche la volontà di fare un live ma non è semplice, tutti noi siamo impegnati con i nostri progetti, insomma step by step.
– Dove si può acquistare il disco, i cui proventi saranno interamente devoluti all’AIRC, associazione italiana per la ricerca sul cancro ? –
TREVOR: Acquistare “The Trace You Left” il disco Crystal Sun, mi permetto di dire che è doveroso e non solo per la musica, piuttosto per lo scopo della cosa. Quando abbiamo maturato l’idea di questo disco, in prima battuta si è pensato a devolvere il ricavato all’AIRC, nel nostro piccolo vogliamo dare un contributo alla ricerca, alla scienza, alle tante persone che lavorano duramente e quotidianamente per combattere la malattia. Mi rivolgo alla comunità metal e non solo, acquistate il disco, è un piccolo gesto per una grande cosa.
A questo link potete fare vostra la copia, sia in vinile che CD, oltre alla bellissima t-shirt.
https://nadirmusic.bigcartel.com
Grazie a tutto lo staff per lo spazio concessoci.
In alto il nostro saluto!!
Trevor Sadist











