Puntata tutta nostrana con l’ottimo debutto stoner doom dei Lambs, l’hip hop e molto oltre di Tito Sherpa, e chiudiamo con un bellissimo disco di Autune che ci parla al cuore.
LAMBS
“Lambs”, disco autoprodotto, è il risultato di tre amici che si chiudono in sala prove e fanno musica pesante tra stoner, doom e sludge, toni super ribassati e tanta voglia di fare musica come si vuole, e ci riescono benissimo.
Questo debutto omonimo debutto è il disco giusto per chi vuole oscillare lentamente la propria testa dando aria al cervello e ce n’è sempre bisogno, i Lambs fanno musica polverosa, musica che risuona forte nelle nostre teste, e ascoltandoli viene istintivo aprire il volume e lasciare che sia. Il suono del power trio torinese si abbevera alle fonti dei maestri della musica pesante, ma il percorso musicale è tutto loro e originale. Una delle cose che colpisce di più mentre ci si gode questi è la consecutio temporum che lega questi quattro pezzi, sembra di ascoltare un pezzo intero tanta è la coerenza musicale di queste tracce.
I pezzi sono sempre di lunga durata, un ambiente necessario che lascia la possibilità a questo suono di snodarsi nel tempo come fosse un lungo serpente, che ci muove lento e possente, arrivando al suo bersaglio e stritolandolo. Chi ama lo stoner doom sa che gran parte del godimento è l’impasto sonoro che il gruppo riesce a creare, e qui i Lambs hanno un impasto sonoro molto molto notevole, un suono possente che sa diventare psichedelico al momento giusto, sempre bilanciato fra forza e visione, fra potenza e profondità.
Gli stessi Lambs nelle note sul loro profilo bandcamp, dove il disco è in offerta libera, affermano che il disco ha la volontà di riportare la musica ad un linguaggio più primordiale ed istintivo, caldo e potente, e ci riescono benissimo. Giri stoner doom con ripetizioni ipnotiche e viziose, musica contro l’assillo del tutto e subito, impulsi che fanno lavorare le sinapsi come il thc, un disco davvero tondo e quasi perfetto per chi ama queste sonorità, il tutto prodotto dall’amicizia e dall’amore per la musica malata.
TITO SHERPA
“Tutto giusto” su Substrato Music è il nuovo lavoro di Tito Sherpa, uno dei nomi più notevoli dell’hip hop piemontese e non solo. Tito è in giro da tanti anni, ha cominciato con un certo tipo di hip hop, plasmandolo secondo la sua visione, ed è una visione molto particolare, sempre originale, con un flow non derivativo che fonde molto bene la parola con il beat. Tito Sherpa è un rapper che riesce a fondere attraverso un processo alchemico una parola molto potente, quel tipo di rime che non parlano di cose inutili ma che ti scavano dentro. Grazie ai beats di questo ep Tito ci porta a fondo nel suo abisso, che è poi anche il nostro, e finalmente ritorniamo nell’alveo originario dell’hip hop, ovvero il raccontare attraverso parole magiche, rito che troppo spesso dimentichiamo, rito del quale Tito Sherpa è uno sciamano.
Paolito è il produttore dei beats e della musica del disco nonché proprietario della Substrato Records e forma una coppia davvero notevole con Tito, musica e parole si fondono perfettamente. Le rime di Tito sono varie e abbracciano un sacco di temi, visioni occulte, criptico per chi non apre il suo pensiero a nuovi venti, devastante per chi vuole viaggiare.
Gli ospiti di questo ep sono due, Bunna in “Nuovi venti” dove ha un compito simile a quello di molti cantati reggae inglesi specialmente che hanno incrociato l’hip hop, ovvero quello di voce teatrale, cupa e ombreggiante sullo sfondo, un pezzo molto ben riuscito. Il secondo ospite del disco è il pavese Tusco in “Se sogno”, altro pezzo molto ben costruito e Tito e Tusco si completano a vicenda.
I beats sono oscuri e tenebrosi, le parole a volte ancora più nere, ma questi sono i nostri tempi, si parla tanto anche di guerra, perché questo è il nostro orizzonte. Hip hop di altissima qualità per chi vuole continuare un viaggio anche difficile ma necessario, tra il cloroformio che ci danno, i nostri sogni e i nostri incubi, con incastri perfetti tra realtà e possibili futuri. Tito Sherpa è un tesoro troppo spesso sottovalutato di questo gran casino che è l’hip hop italiano, e questo ep è una prova notevolissima e da ascoltare tantissimo.
AUTUNE
“Sette sonde sui cromosomi” sulla sempre molto interessante Trulletto Records, è il nuovo lavoro di Autune. Cosa fa Autune ? Autune fa moltissime cose in questo disco, la sua musica è eterea, sognante e sospesa, elettronica, pop, dreampop, synth, e tanto altro per creare un universo musicale che incrocia molte coordinate musicali. Il disco è stato concepito in un periodo non facile della vita di Autune, che ha saputo convertire le difficoltà e i dolori in creatività, riportando la musica alla sua vena creativa e alla sua grande capacità curativa. Autune oltre a curare sé stesso si prende cura del suo pubblico portandogli musica elegante e mai banale, sognante eppure concreta.
L’artista pugliese è uno di quei pochi musicisti che riesce a creare qualcosa di particolare e di non derivativo, un Battiato moderno che vede molto lontano e nelle sue visioni coglie un senso nascosto che senza di lui non potremmo vedere. La miscela musicale di Autune è davvero particolare, un caleidoscopio di suoni e colori, un gioco continuo fra freddo e caldo, fra spazio e terra, volo e dialogo interiore.
Le parole di Autune e la sua musica si fondono per portarci in universi diversi, con la musica che non ha mai fretta e la parola che torna ad essere logos creatore, fondamentale e mai ovvia. Autune aka Davi Vale è nato in Puglia ma vive in Svizzera, e l’autunno svizzero è una delle sue fonti di ispirazione, e lo ha ispirato molto bene.
A detta dello stesso autore il filo che lega queste canzoni è la depressione della quale ha sofferto, malattia che ci lega tutti, e che è il motore primo di queste creazioni. Come si diceva sopra, la musica qui diventa cura, cura di sé stessi ma anche degli altri, perché il proprio dolore diventi cura per altri che grazie a parole e suoni possano migliorare il proprio stato, non è facile, ma “Sette sonde sui cromosomi” è stato creato anche e soprattutto per questo.










