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Recensione : The Queen Is Dead 197 – Arbre Dieu, Oreyeon, Swayglow

Scopri le nuove visioni sonore di Arbre-Dieu, lo stoner degli Oreyeon e il popgaze di Swayglow. Un viaggio tra black metal occulto e psichedelia pura.

ARBRE – DIEU

“Nuit” dei francesi Arbre-Dieu per l’interessantissima etichetta Bitume Prod è un disco di black metal occulto e sperimentale, un qualcosa di unico e particolare che colpisce l’ascoltatore. L’idea che sta alla base del disco è quella di descrivere un viaggio mentale condizionato dai semi di Argyreia nervosa una liana perenneche possiede proprietà psicoattive abbastanza potenti. Il gruppo francese suddivide il viaggio in quattro fasi, tante quante le canzoni, nel quale ogni canzone è un passo del viaggio. Si comincia con la nausea e gli effetti negativi dei semi e della composizione setosa della pianta, elementi che inducono una lingua nausea, quasi una lotta contro sé stessi descritta molto bene in “Graines de la folie”.

Passata questa fase si arriva ad un innalzamento dell’esperienza sensoriale, le pupille di dilatano come porte, e si entra in un caos dove tutto muta in continuazione, con un pezzo molto potente e distorto come “Turbillion chaotique”, vera e proprio cambio di passo nella visione del mondo che ci circonda. Il black metal degli Arbre-Dieu è un suono particolare, con pochi elementi ma molto ricco, che pesca direttamente nella tradizione mediterranea del genere, ha poco di norvegese e di nordico, è molto ben costruito ed è assai psichedelico, proprio come l’esperienza che vogliono descriverci. Il ritmo del loro black metal è oscillante, può veloce come lisergico, potente come distorto, ma è sempre originale ed oscuro.

”La veille femme et le soleil” è il pezzo che descrive al meglio la mutazione che ha compiuto la nostra percezione delle cose nel pieno del viaggio lisergico, quando si è all’apice, dove la luce acceca ed entra dentro di noi, facendo dare un nome ed una fisionomia differente a tutto ciò che ci circonda.

Chiude il disco un pezzo dal titolo molto esplicativo “Mort et renaissance”, un pezzo che racchiude tutte le particolarità sonore di questo gruppo, che è davvero un unicum, ed è una traccia bellissima per chiudere in bellezza questo disco, che è davvero notevole. Un black metal acido, un muro del suono psichdelico ed oscuro, semi di follia e semi di saggezza, sudore, vomito e visioni per morire e rinascere diversi da prima, guardando il mondo con altri occhi. Un lavoro speciale, un ascolto che non è solo sentire musica, ma compenetrare un’esperienza molto forte e che viene condivisa con noi dagli Arbre-Dieu.

OREYEON

“The grotesque within” su Heavy Psych Sounds è il nuovo disco degli spezzini Oreyeon, il primo registrato e prodotto interamente dal gruppo, registrandolo fra l’Outside Inside Studio di Treviso e il loro studio, curando tutto nei minimi dettagli.

Gli Oreyeon sono un gruppo che fa uno stoner metal psichedelico e con forti influenze sia doom che hard rock, composto da musicisti che hanno militato in gruppi con suoni differenti fra loro come Woodwall, Mexican Mud e Army of Angry Youth. Sviluppando melodie bellissime, hanno un loro groove che ti colpisce fin dal primo ascolto. Nei dischi precedenti avevano fatto sentire cose molto belle e particolari, ma in questo toccano forse il loro punto più alto.

Tutto il disco è pervaso da quel particolare stato di grazia sonoro che hanno i gruppi che sono consapevoli del loro talento e della loro esperienza musicale. Raramente negli ultimi tempi è capitato di ascoltare un disco così organico, con melodie distorte così belle, un lavoro pieno, caldo e che trasmette molte emozioni. Da ascoltatori incalliti di musica pesante gli Oreyeon hanno prodotto ciò che ogni amante di questo suono vorrebbe sentire, uno stoner metal in espansione che gira benissimo, un’orbita musicale quasi perfetta, per un disco che si sente dall’inizio alla fine e poi ancora, cosa assai difficile ai giorni nostri. Le evoluzioni musicali si sposano benissimo con la voce, un suono che è pesante ma è rassicurante, un liquido amniotico sonoro dal quale non si vuole uscire.

Non c’è nulla di noioso in questo disco, è una bellezza sonica dall’inizio alla fine, ti culla, ti sostiene e ti porta in un mondo diverso, dove i nostri canoni mentali non valgono, un weird che ci piace tantissimo. Uno dei gruppi migliori del genere in Europa e non solo, disco super consigliato.

SWAYGLOW

“Unpredictable blooming” su Dear Dear Records, già etichetta di Six Impossible Things e dei Leaving Venice, è l’ep di esordio di Swayglow, al secolo Giulia Cinqueti bassista con i gruppi shoegaze veneti You, Nothing. e May Eyes Love. Tutto ciò è già molto interessante ma il risultato lo è ancora di più. Swayglow produce un disco che è uno scrigno di tesori malinconici e molto affascinanti, tanta elettronica oscura popgaze elegante e decadente, con molto immaginario e suoni presi dalle sue esperienze shoegaze.

Giulia è molto brava a catturare emozioni e sensazioni, mettendole in maniera meravigliosa in musica, confezionando un ep che è come una storia d’amore intensa e forte quanto malinconica e difficile. La musica di Swayglow è per chi vive la propria vita sapendo che fa male, aggirandosi fra tristezza e bellezza, felicità e treni nei denti, lotta e sangue. I cinque pezzi si “Unpredictable blooming” sono ferite da leccare e da gustare, momenti di dolorosa bellezza, una musica elegantissima e perfetta, una sofferenza felice e senza paure.

Dentro questo esordio solista c’è tanto anche della visione musicale dello shoegaze, quell’aggirarsi inquieto fra luci ed ombre, fra cielo e abissi interiori, quelle distorsioni che sono meraviglia e felicità.

Un ep che mette sulla mappa una solista che possiede un senso unico di musica e poesia sonora, in grado di regalarci moltissime gioie e tanta consapevolezza.

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