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Recensione : Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters

Antologia di Spoon River: “Era superproibito quel libro in Italia. Era tutto quello che il governo non ci permetteva di pensare”.

Antologia di Spoon River

Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters

L’Antologia di Spoon River è una raccolta di poesie pubblicata per la prima volta nel 1915. Ogni poesia racconta, in forma di epitaffio, la vita di una delle persone sepolte nel cimitero di un immaginario paesino statunitense.

La caratteristica principale dei personaggi di Masters è quella che, essendo per la maggior parte morti, non hanno più niente da perdere e, per questo, raccontano la loro vita in assoluta sincerità; l’autore s’ispira a personaggi realmente esistiti in paesini dell’Illinois. Il disco di Fabrizio De AndrèNon al denaro non all’amore né al cielo” pubblicato nel 1971, è liberamente tratto da questa antologia.

Potrete leggere passaggi come questi:

• (Knowlt Hoheimer) Fui il primo frutto della battaglia di Missionary Ridge./Quando ho sentito la pallottola entrarmi nel cuore/ho desiderato di essere rimasto a casa e di andare/in prigione per il furto dei maiali a Curl Trenary,/invece che involarmi e arruolarmi./Mille volte meglio la prigione della contea/che essere sepolto sotto una statua di marmo con le ali,/sotto un piedistallo di granito/con sopra scritte le parole Pro patria./A proposito, che vogliono dire?

• (Lydia Puckett) Knowlt Hoheimer s’involò per la guerra/il giorno prima che Curl Trenary/mandasse una denuncia al giudice Arnett/per il furto dei maiali./Ma non è questa la ragione per cui partì soldato./Mi sorprese in giro con Lucius Atherton./Litigammo e io gli dissi/di non venirmi più tra i piedi./Allora rubò i maiali e andò in guerra –/dietro un soldato c’è sempre una donna.

• (Robert Southey Burke) Ho speso il mio denaro tentando/di farti eleggere Sindaco,/A. D. Blood./Per te sono stato prodigo di ammirazione,/ai miei occhi eri quasi l’uomo perfetto./Tu hai divorato la mia personalità,/e l’idealismo della mia giovinezza,/e la forza di una fedeltà nobilissima./E tutte le mie speranze nel mondo,/e tutta la mia fede nella Verità,/si sono fuse nel calore accecante/della mia devozione per te,/e riplasmate nella tua immagine./E poi quando ho scoperto chi eri:/che la tua anima era meschina/e false le tue parole/come i tuoi denti di porcellana biancoazzurra,/e i tuoi polsini di celluloide,/ho odiato l’amore che avevo per te,/ho odiato me stesso, ho odiato te/per la mia anima perduta e la mia/perduta giovinezza./E io dico a tutti, attenti agli ideali,/attenti con qualunque essere vivente/a gettare via il vostro amore.

• (Sig.ra Williams) Io ero la modista/chiacchierata, sbugiardata,/madre di Dora,/la cui strana sparizione/fu imputata alla sua educazione./Il mio occhio acuto per la bellezza/vedeva molto al di là dei nastri/e fibbie e piume/e paglie di Firenze e feltri,/che fanno risaltare i bei visini,/e i capelli neri e quelli biondi./Vi voglio dire una cosa/e una la voglio chiedere:/le ladre di mariti/usano cipria e bigiotterie,/e cappellini alla moda./Mogli, metteteli pure voi./Un grazioso cappellino può fare un divorzio –/ma anche evitarlo./Bene, ora permettete che vi chieda:/se tutti i bambini nati qui a Spoon River/fossero stati allevati dalla Contea, magari in una fattoria;/e i padri e le madri avessero avuto la libertà/di vivere e godere, cambiare compagni se lo volessero,/pensate che Spoon River/sarebbe forse stata peggiore?

• (Franklin Jones) Che cos’è mai la vita/se non uscire da un guscio d’uovo/e correre intorno nell’aia,/fino al giorno del colpo d’accetta?/Salvo che l’uomo/ha il cervello di un angelo/e vede la scure fin dal primo momento!

• (John M. Church) Io ero il legale delle ferrovie “Q”/e della Indemnity Company che assicurava/i proprietari della miniera./Ho influenzato giudici e giurie,/e le alte corti, per sconfiggere le rivendicazioni/degli infortunati, delle vedove e degli orfani,/e così mi son fatto una fortuna./L’associazione degli avvocati cantò le mie lodi/in un’altisonante delibera./E numerose furono le corone funebri –/Ma i topi hanno divorato il mio cuore/e un serpente ha fatto il nido/dentro il mio cranio!

• (Hiram Scates) Ho tentato di farmi nominare/presidente del Consiglio della contea/e per tutta la contea ho tenuto comizi/per denunciare Solomon Purple, il mio rivale,/come nemico del popolo/in lega con i principali nemici dell’umanità./Giovani idealisti, guerrieri a pezzi,/zoppicanti su una sola stampella di speranza,/anime che puntavano tutto di sé sulla verità,/gente capace di perdere il mondo a un comando del cielo,/si radunavano intorno a me e seguivano la mia voce/come fossi il salvatore della contea./Ma fu eletto Solomon;/allora ho fatto dietrofront,/e ho riunito i miei seguaci sotto il suo stendardo,/e l’ho proclamato vincitore, l’ho fatto Re/della Montagna d’oro che ha una porta/che si è chiusa alle mie spalle appena entrato,/sedotto dall’invito di Solomon/a diventare segretario del Consiglio della contea./E fuori al freddo rimasero tutti i miei seguaci;/giovani idealisti, guerrieri a pezzi,/zoppicanti su una sola stampella di speranza –/anime che puntavano tutto di sé sulla verità,/gente capace di perdere il mondo a un comando del cielo,/guardando il diavolo che prende a calci il Millennio/sulla Montagna d’oro.

Cos’altro dire?

L’Antologia di Spoon River esce per la prima volta in Italia nel ’43, per volontà di Cesare Pavese; ricorda Fernanda Pivano, traduttrice di questa edizione: “Era superproibito quel libro in Italia. Era tutto quello che il governo non ci permetteva di pensare”.

Per il fascismo un libro del genere, contro la guerra e il capitalismo, era da vietare; nonostante questo, si riuscì a ingannare la censura del ministero della cultura popolare cambiando il titolo in “Antologia di S. River”, spacciando il testo per una raccolta di pensieri di un quanto mai improbabile San River.

 

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