Australasia – Notturno

Australasia - Notturno 1 - fanzine

Australasia – Notturno

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Ritroviamo gli Australasia tre anni dopo l’Ep Sin4tr4; nel frattempo sono usciti il primo full-length, Vertebra, nel 2013, e c’è stata la rivisitazione del tema di Twin Peaks lo scorso anno, a conferma della devozione di Gian Spalluto, rimasto unico titolare del gruppo, nei confronti del maestro Angelo Badalamenti.

Notturno, fin dal titolo, fa presagire suoni crepuscolari e dai colori tenui; in effetti così è, anche se Spalluto non rinuncia a rinforzare di tanto in tanto determinati passaggi con con qualche pennellata chitarristica più robusta; nel complesso, però, la matrice shoegaze prevale in maniera evidente, anche se non mancano accenni che rimandano ai Cure più atmosferici, per la precisione quelli del capolavoro Disintegration, e la prima parte di un brano splendido come Invisibile suffraga questa sensazione.
La stessa traccia, peraltro, è l’unica che vede un contributo vocale, offerto in maniera impeccabile da Mina Carlucci dei Vostok; il resto del lavoro è come di consueto strumentale, ma il marchio Australasia ha già ampiamente dimostrato di non soffrire più di tanto di una scelta che il più delle volte mi lascia, invece, perplesso.
La spiegazione sta nella bravura di Spalluto nel proporre una serie di brani sempre ben focalizzati su un’impronta melodica lieve ma efficace, che tiene alla larga passaggi cervellotici impedendo alla noia di farsi largo.
Notturno, dalla prima all’ultima nota, accompagna l’ascoltatore cullandolo tra i suoi umori, spesso sognanti, ma non privi di una punta di malinconia e sempre contraddistinti da quell’impronta cinematografica che i riferimenti a Morricone e Badalamenti mantengono in costante evidenza.
Un bellissimo lavoro, che potrebbe mettere d’accordo appassionati provenienti dai generi più disparati, a patto d’essere forniti della giusta dose di sensibilità.

Tracklist:
1. Nebula
2. Eden
3. Kern
4. Creature
5. Invisibile
6. Haxo
7. Amnesia
8. Lumen
9. Notturno

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Stefano Cavanna
stefano@iyezine.com

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.

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