Virus Of Koch – Lux Et Veritas

Un gran bel lavoro che, pur non reinventando la ruota, mette sul piatto una serie di brani trascinanti e convincenti a base di un black/death melodico di scuola mediterranea.

Virus Of Koch - Lux Et Veritas 1 - fanzine

I Virus Of Koch costituiscono da quasi vent’anni la personale visione musicale di Van Gimot, polistrumentista greco conosciuto anche per la sua recente militanza nei ben più noti Acherontas.

Nati come Carrion, con una formazione a due, ma ben presto trasformatisi in una one-man band, i Virus Of Koch hanno pubblicato una manciata di demo a cavallo del nuovo secolo, per poi cadere nell’oblio fino alla rinascita in questo 2014 foriero di ritorni da parte di band più o meno conosciute; in questo caso l’operazione risulta sicuramente gradita, visto che Lux et Veritas è davvero un gran bel lavoro che, pur non reinventando la ruota, mette sul piatto una serie di brani trascinanti e convincenti a base di un black/death melodico di scuola mediterranea.
Aiutato nell’impresa dall’eccellente drummer italiano Ahrin, di recente all’opera nell’ottimo album degli Stigmhate, Van Gimot giustifica ampiamente la riesumazione del suo antico progetto con mezz’ora abbondante di blastbeat, screaming corrosivi e linee chitarristiche pregne di melodie riconducibili sovente ai connazionali Rotting Christ, specie nell’entusiasmante accoppiata Clavicula Nox/ Noctenebra Maxima Aeterna .
Un album fresco, accattivante e relativamente vario, che dovrebbe essere oltremodo gradito non solo ai fan della band di Sakis, ma anche a tutti coloro che apprezzano sonorità capaci di abbinare con sagacia la ferocia del black/death ad un gusto melodico ricco di umori gotici, collocati con competenza all’interno di una struttura musicale dal notevole impatto.

Tracklist:
1. Fleur De Lis
2. H.w.C.f.A.
3. Semen of the Serpent
4. Nameless Legions
5. Clavicula Nox
6. Noctenebra Maxima Aeterna
7. Speculum Argenteum
8. Chaos Matrix

Line-up:
Van Gimot – All instruments
Ahrin Von Past – Drums

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Autore: Stefano Cavanna

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.

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