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Recensione : Virgin Steele – Guardians of the flame

Ristampa remasterizzata su Stemahammer/SPV del disco “Guardians of the flame” dei Virgin Steele, originariamente uscito nel 1983 per Music For Nations.

Questa ottima ristampa colma un buco e ci riporta un grande disco di power heavy metal.

Ristampa remasterizzata su Stemahammer/SPV del disco “Guardians of the flame” dei Virgin Steele, originariamente uscito nel 1983 per Music For Nations. Questa ristampa è speciale ed è stata remasterizzata interamente da David DeFeis ed uscirà insieme alla ristampa del primo disco.“Guardians of the flame” fu un disco che all’epoca della sua pubblicazione non ebbe un successo particolare sia perché i Virgin Steele era ancora poco conosciuti sia perché aveva un suono molto migliorato e con alcuni agganci pop rispetto al primo disco. In seguito il disco fu introvabile e fuori stampa per molti anni, fino ad una ristampa del 2002 da parte della Sanctuary.

Ritorna ora in tutta la sua bellezza, con suoni mai stati così perfetti e che rendono fino in fondo il senso del disco. Il gruppo newyorchese in questo lavoro ha forgiato ulteriormente il suo suono heavy e power metal rotondamente consono per quegli anni, ed infatti il loro nome è sinonimo di power heavy metal in pieno stile anni ottanta. Nel disco possiamo però trovare molte più cose del power metal in senso stretto, dato che la capacità compositiva di DeFeis e compagni qui muove i primi passi in diverse direzioni, fra le quali il pop e qualcosa della musica classica, genere che sta nel dna del power metal.

Ascoltando ora questo disco ci si accorge della grande attualità di questo suono, specialmente in un genere conservatore come il power metal, ma si potrebbe tranquillamente dire che il gruppo era avanti di anni nella visione power metal, e questo disco ne è testimonianza viva e sonante. Lo stile è power heavy metal, ma sotto il fuoco della fiamma brucia una visione musicale che va oltre il genere, per diventare qualcosa di altro, quasi una colonna sonora di un film anni ottanta fantasy, e questo disco potrebbe essere un’ottima base sonora per tante partite di Dungeons & Dragons, perché lo spirito di questo disco è epico, ottantiano e ancora molto vivo.

La pulizia sonora di questo disco ci fa godere maggiormente delle composizioni e delle innovazioni rispetto al loro primo lavoro, che già era notevole, percorsi che poi andranno a perfezionarsi definitivamente nei loro dischi di maggiore successo e successivi quali “The Marriage of Heaven & Hell, Parts 1 and 2” o ” Age of Consent”. In nuce questi due album sono qui dentro, perchè le bellissime composizioni dei Virgin Stelle futuri, quelle che li faranno assurgere a legende del power heavy meta nascono in questo disco, che rimane molto buono a discapito della sua non eccelsa fama anche fra i fans del gruppo. Questa ottima ristampa colma un buco e ci riporta un grande disco di power heavy metal.

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