Vagrond – Temporal

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Vagrond – Temporal

Sì, lo sappiamo, quant’erano belli i tempi in cui ci si scambiavano le musicassette, si comprava un vinile originale al mese, ecc. ecc …  Magari “quei tempi” sembravano ancora più belli perché gran parte di chi lo sostiene aveva qualche anno, qualche chilo di meno e bel po’ di capelli in più  …

Però, se è vero che oggi siamo letteralmente inondati di musica fin troppo facilmente reperibile sul web e spesso e volentieri di dubbia qualità, bisogna sempre ricordare che la capacità di discernimento, ipotetica prerogativa dell’essere umano, dovrebbe consentire ad ognuno di separare, per così dire, “gli stracci dalla seta”.
Tutta questa tirata serve ad introdurre uno di quei classici lavori che, senza la possibilità di raggiungere con un clic i luoghi e le persone più recondite del globo, sarebbe rimasto appannaggio solo degli amici più intimi dei musicisti che l’hanno composto.
I Vagrond, infatti, sono un duo australiano che, con Temporal, pubblica un disco (il terzo, e come i precedenti rigorosamente autoprodotto) di rara qualità ed intensità; in ossequio allo spirito DIY che anima da sempre la nostra webzine, sento perciò il dovere di portare questo bellissimo lavoro alla conoscenza di quella manciata di persone che abitualmente legge le mie recensioni.
Autori di un equilibrato mix tra il cosiddetto “cascadian” black metal, il depressive e lo shoegaze, i due ragazzi di Perth, con un album di tale spessore qualitativo, meritano l’attenzione di tutti gli appassionati anche al di fuori delle lontane lande oceaniche.
Prendete il black intriso di spiritualità dei Wolves In The Throne Room, uniteli alle atmosfere sognanti degli Alcest e completate il tutto con alcuni passaggi cupi e uno screaming lancinante degni dei Make A Change … Kill Yourself: questo è, a grandi linee, ciò che vi riserverà l’ascolto di Temporal.
Anche se non sempre vengono raggiunti gli standard delle band citate, i Vagrond si attestano su un livello complessivo sorprendentemente elevato: basti ascoltare un brano ispirato come Time Is Fleeting per rendersi conto che quanto sto affermando non è dovuto ad un abuso di sostanze psicotrope; a seguire, The Tide, invece, potrebbe proporsi come uno dei brani migliori di “Les Voyages de L’Amee”, se solo fosse stato inciso da Neige.
Temporal regala tre quarti d’ora di emozioni e chi apprezza queste sonorità deve assolutamente fare un salto qui (Bandcamp) per farsene più concretamente un’idea; se poi, anche il responsabile di qualche label lungimirante volesse fare altrettanto, potrebbe ricavarne inattese soddisfazioni.

Tracklist:
1. The Burden of Self
2. Time is Fleeting
3. The Tide
4. End of the Hour
5. It Reveals its Branches
6. Sea of Sound

Line-up:
Mortcer – Drums, Guitars, Vocals, Bass
Atheos – Drums, Vocals, Lyrics

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