Tribal Noise – Città in fiamme 1983-1987


Recensione

Anche i Gennaro Ruotolo fanno la storia mica solo i Pato Agiullera

Nella vita si fanno un sacco di cazzate, io spesso riesco pure stupidamente a rivendicarle, fra queste una delle più clamorose è stata quella di voler coronare il sogno di aprire un negozio di dischi.

E’ stata un’impresa fallimentare in cui ho bruciato un sacco di soldi (peraltro ereditati o prestati a fondo perduto) ma qualcosa di buono questa mia insana follia l’ha lasciata e vale a dire una scena locale che si è sviluppata con il mio piccolo ma significativo apporto e una fitta rete di conoscenze, in alcuni casi vere e proprie amicizie, rimaste salde nel tempo.

Introduco così questa mia recensione perché l’esistenza di Distorsioni è coincisa con la “rinascita” della Spittle Records etichetta di vero e proprio culto alla quale dobbiamo una serie di ristampe che bene hanno documentato un periodo davvero aureo del rock italiano e della quale io e pochi altri avventori eravamo, e siamo tuttora, dei veri e propri fanatici. La label fiorentina nata nel 1984, e durata fino al 1987, come dicevo poc’anzi ha riaperto i battenti nel 2005 e da allora ha sfornato una serie di prodotti che hanno reso felici appassionati come noi che non abbiamo nessuna intenzione di svenarci per un fottuto disco “dell’epoca”, che fra l’altro chi vende ha spesso comprato per poche lire, ma che vuole riscoprire un momento nel quale furono sfornati vinili di straordinario valore.

Fra i colpi messi a segno da questo marchio non ci possono non citare Not Moving, Skiantos, Boohoos, Steeplejack, l’incursione internazionale dei Flesh Eaters e, ultimamente, gli immensi Kina e questi Tribal Noise oggetto di queste mie righe. Certamente non si tratta di uno dei nomi più “pesanti” fra quelli rispolverati dalla Spittle ma d’altronde la storia non la fanno solo i giganti ma, come praticamente tutto il catalogo, si tratta comunque di una riscoperta interessante e stimolante per l’ascoltatore.

Come si evince dal titolo il disco ripercorre un lasso di tempo di quattro anni e la pubblicazione di due cassette più di alcuni brani dal vivo. Si va da un periodo più wave sul filone di band inglesi come Joy Division, Echo and the Bunnymen, Bauhaus e italiane Litfiba e Diaframma fra le più note documentato da brani come l’iniziale Guerre Dimenticate e la incisiva e molto profonda Buio. Ad una fase caratterizzata da ritmi più punk e serrati come in Città In Fiamme in cui si può intravedere un barlume di un certo pop o nella davvero convincente Tenebre Veloci Su Bologna, il mio pezzo preferito in assoluto fino a Inferno Senza Respiro una cavalcata non priva di enfasi che può ricordare addirittura i primi U2.

Chiude il tutto, come accennato in precedenza, un lotto di brani live caratterizzati, trattandosi di registrazioni di quegli anni, da una registrazione persino dignitosa. Certo i Tribal Noise avevano testi molto belli e curati ma privi di quel pathos che ad esempio era proprio di un Fiumani, ed anche la voce, pur essendo di mio gradimento, non regge il confronto con altre ben più espressive; ciò non toglie che questo Città In Fiamme abbia un suo notevole valore, non solo storico. Lunga vita a chi ha l’ardire di riscoprire cose così oscure come fa da anni la Spittle Records, supportare tali etichette è un dovere che ogni appassionato dovrebbe assolvere.

ETICHETTA: Spittle Records

TRACKLIST
1) Guerre Dimenticate,
2) Oltre,
3) Pensieri,
4) Macerie,
5) Buoi,
6) Nuovo Risveglio,
7) Città In Fiamme,
8) Tenebre Veloci Su Bologna,
9) Resisti,
10) Inferno Senza Respiro,
11) Sogni Bruciati,
12) Libertà Dispersa,
13) Anni Buttati,
14) Morte Nel Ghetto,
15) Giovane Ribelle

LINE-UP
Marzio Manni – Voice & Guitar,
Fabrizio “Felix” Frassineti – Guitar,
Cesare Ferioli – Drums & Voices,
Federico Poggipollini – Bass & Voices

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