The Record’s-De fauna et flora

The Record's-De fauna et flora 2 - fanzine

The Record’s-De fauna et flora

Sgombriamo subito il campo da qualsivoglia dubbio,i Record’s sono uno fra i migliori (il migliore?) gruppi italiani che propongono musica,di qualità, in questi ultimi anni.
Lo fanno con tale competenza ed entusiasmo che la loro proposta è persino esportabile,e tutti sappiamo quanto questo sia difficile per una band del belpaese,il loro recente tour americano ne è la più lampante delle dimostrazioni.

Fu a causa di un’entusiastica recensione del buon Frazzi su Rumore (a parere di chi scrive il miglior giornalista musicale italiano) che mi innamorai follemente del precedente album dei R’s “Money’s on fire”,una scintillante raccolta di brani per i quali la definizione power-pop appariva persino limitante,e quando parlo di power-pop parlo di uno dei miei generi musicali preferiti in assoluto.
Attendevo quindi questo nuovo album con un misto di ansia e timore;ansia perchè ero impaziente di ascoltare altre loro composizioni e timore che fosse molto arduo replicare un predecessore di tale spessore.
“De fauna et flora” è,a mio umilissimo parere,un disco molto più meditato e volendo anche complesso del precedente ma,e questo lo dico dopo svariati ascolti,altrettanto meritevole.
I tredici pezzi che lo compongono sono permeati di una sottlie coltre di giocosa psichedelia che a tratti può sembrare velvettiana o barrettiana o rimembrare i Love dell’indimenticabile Arthur Lee se non i Beatles o gli Xtc.
Ma andiamo ad analizzarle con maggior cura le canzoni che andremo ad ascoltare immergendoci in questo affascinante album.
Si inizia con i ritmi rilassati della elettro-acustica “On our minds”,si prosegue con la marcetta sixties-psichedelica “Rodolfo” nella quale aleggia lo spettro di colui che con la sua follia fece grandi i Pink Floyd,”I love my family” invece mostra una ritmica pop ma frammentata degna dei migliori Xtc,”Panama Hat” è soave e malinconica quanto “Turtles will mind your fate” che la segue a ruota e nella quale sono più palesi le influenze dei Love.
Si prosegue incontrando “We all need to be alone” nella quale i nostri mostrano al mondo come si costruisce una perfetta pop song,”Call of the ice” è stata scelta come brano di punta di questo album e ascoltandola se ne capisce il motivo, funziona a tal punto che è perfino difficile definirne le coordinate,”New gear,new feel” è il più beatlesiano fra i pezzi proposti mentre la conclusiva “Rain down” è tanto leggiadra quanto profonda ed anche se è apparentemente un brano semplice penso che migliaia di altre bands sarebbero disposte ad uccidere pur di avere il privilegio di averla scritta.
In conclusione per chi ha amato,e ne aveva ben donde,”Money’s on fire” un’avvertenza:per apprezzare questo “De fauna et flora” sono necessari svariati ascolti ma una cosa è certa,una volta entrati nei suoi meandri le esplosioni di gaudio saranno plurime.

Info e contatti : waww.myspace.com/therecordsrocks waww.foolicarecords.com

The Record's-De fauna et flora 4 - fanzine

No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.