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Recensione : Sunshadows – Red Herring

I Sunshadows sono una delle poche band sentite ultimamente nel genere che, aldilà della buona qualità della loro musica, potrebbero trovare anche un riscontro commerciale.

Sunshadows – Red Herring

Il rock alternativo del nuovo millennio, anche se non riesce a raggiungere i vertici di popolarità avuti negli anni novanta e nei primi anni del 2000, riesce comunque a mantenere alta la qualità delle proposte e specialmente l’underground si arricchisce di nuove band e realtà che, studiando bene la lezione dei maestri del secolo scorso, amalgamano influenze e generi proponendo sempre qualcosa di diverso.

D’altronde, l’originalità tout court non esiste, e allora esce prepotentemente allo scoperto il saper miscelare a dovere generi già scritti, per cercare di proporre musica che, pur ammiccando a gruppi più famosi, esca dalle casse senza avere stampato addosso quel fastidioso odore di già sentito.
I Sunshadows sono il classico esempio di come una band con personalità e buone idee, faccia proprio il sound di altri nomi, anche diversi tra loro, sfruttandoli a suo uso e consumo e regalando una sapiente miscela di rock moderno.
La band di Lione, al debutto discografico, infatti propone un lotto di brani dalle influenze diverse, a volte nella stessa canzone, componendo un’opera che spazia nel rock degli ultimi trent’anni senza sbagliare un colpo, tra alternative metal, grunge, rock ed elettronica.
L’impronta che fa da struttura al sound del gruppo transalpino è il rock alternativo, mescolato con gusto a digressioni nu metal, hip pop e rock dal buon appeal commerciale, e attraversato da lampi elettrici che rendono il tutto moderno e cool.
La voce suadente di Regis Morin, si muove tra Smashing Pumpkins ed elettro pop, con più di un richiamo ai Linkin Park, la batteria e i sampler (Matt Budin ) passano con agilità da ritmiche rock ad altre new wave, ed il basso (David “Dej” Jay) fa da collante a questo ibrido di generi che formano il songwriting alternativo su cui si muove la band.
Esempio perfetto sono Starlight e Sunshine, la prima un elettro dark ottantiano reso grintoso da graffianti chitarre rock, la seconda, e top song del lavoro, è un classico rock alternative tra la band di Billy Corgan e il rock britannico.
Il resto del lavoro viaggia tutto su questa alternanza, così che brani già di per sé ben costruiti diventino ottimi hit da radio web come If I Die, Lied To Myself e Rich Man.
Buon debutto, i Sunshadows sono una delle poche band sentite ultimamente nel genere che, aldilà della buona qualità della loro musica, potrebbero trovare anche un riscontro commerciale, buona fortuna.

Tracklist:
1.Fly Away
2.Two Lives
3.Lied to Myself
4.Sunshine
5.Rich Man
6.Starlight
7.My Shooting Star
8.If I Die
9.U Want It
10.My Friend in Black
11.Soulmate

Line-up:
Regis Morin – Guitars and vocals
David “Dej” Jay – Bass and vocals
Matt Budin – Drums and samples

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