Sunlight – My Own Truth

I Sunlight hanno rilasciato un debutto molto piacevole, musica che pesca dalla tradizione hard & heavy con gusto, accompagnata da una buona tecnica ed un elevato songwriting.

Sunlight – My Own Truth

Hard rock ed heavy metal si alleano nel debutto di questa band greca per donarci un lotto di brani che, a tratti, si avvicinano al power (Helloween) e, senza esagerare, con i virtuosismi, al prog/metal (Fates Warning).

Ne esce un album vario e ben bilanciato tra le varie influenze, suonato e cantato bene e molto melodico, così da soddisfare palati più disparati ed abituati ai gusti classici.
I Sunlight ci sanno fare, riuscendo nell’impresa non facile di donare ai propri brani un appeal davvero alto, lasciando che l’ascoltatore ad ogni brano trovi un dettaglio che lo porti con la mente alle varie band di riferimento, senza avere la sgradevole impressione del giĂ  sentito.
L’esempio lampante arriva veloce come un “treno” con Eastern Train, quarta traccia che trasporta l’ascoltatore nel mondo dei Deep Purple, dopo i primi tre brani piĂą metal oriented, così da entrare nell’hard blues dalla porta principale.
Lo spazio di tre minuti e trenta secondi e When I See You ci riporta al classico ballatone metallico ottantiano, con prova sontuosa del bravissimo vocalist Dimitris Giannakopoulos e solos maliconico e incandescente del chitarrista Makis Kaponis.
Un passo indietro per parlarvi delle prime tre tracce, che riversano sugli ascoltatori un hard & heavy radiofonico, sostenuto dalle tastiere, a cura di Panos Anastopoulos sempre in bilico tra il suono settantiano dell’hammond e melodie piĂą prog oriented.
Le ritmiche (troviamo Panos Mourtzinos al basso e Dimitris Kapoukakis alle pelli) assecondano il variare del sound, ora leggermente intricate, ora piĂą lineari, ma sempre sul pezzo  e My Own Truth tiene botta in tutte le sue sfumature, così che arrivano l’hard rock da classifica di Rockin’ All Around, la symphonic/power Struggle for Deliverance e la conclusiva ballatona Lonely Man’s Song, emozionante chiusura di un gran bel lavoro.
I Sunlight hanno rilasciato un debutto molto piacevole, proponendo musica che pesca dalla tradizione hard & heavy con gusto, accompagnata da una buona tecnica ed un elevato songwriting; da una band così ci si può aspettare di tutto in termini di sound per il prossimo lavoro: si muoveranno sui sentieri settantiani o prenderanno la via dell’heavy metal dagli spunti power/prog, piĂą in linea con gli ascolti degli ultimi anni?
Per ora cercate e gustatevi My Own Truth, non ve ne pentirete.

Track List :
1. Back to Life
2. Follow Your Heart
3. My Own Truth
4. Eastern Train
5. When I See You
6. Earthquake
7. Rockin’ All Around
8. Struggle for Deliverance
9. Lonely Man’s Song

Line-up:
Dimitris Giannakopoulos – Voce
Makis Kaponis – Chitarra, Cori
Panos Anastopoulos – Tastiere, Sintetizzatori
Panos Mourtzinos – Basso, Cori
Dimitris Kapoukakis – Batteria

SUNLIGHT – Facebook

Share:

Facebook
Twitter
Pinterest
LinkedIn
Get The Latest Updates

Subscribe To Our Weekly Newsletter

No spam, notifications only about new products, updates.
No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

On Key

Related Posts

ZAKO – I

Durante una trasferta in Toscana per motivi familiari, per chi vi scrive si è presentata una splendida opportunitĂ : quella di vedere in azione, per la prima volta dal vivo, i leggendari Fuzztones in concerto a un’oretta d’auto di distanza da dove (temporaneamente) alloggiava. Colto l’attimo,

THEE HEADCOATS – IRREGULARIS (THE GREAT HIATUS)

Neanche il tempo di recensire l’album-raccolta “Failure not success” (pubblicato col moniker Wild Billy Childish & CTMF) che arriva subito un altro Lp, nel 2023, firmato dallo stacanovista inglese Billy Childish, poliedrico menestrello di culto, che per questa release ha riesumato gli Headcoats, che tornano

I miserabili di Ladj Ly

I miserabili di Ladj Ly

Dedicato a chi è d’accordo con la frase di Hugo che chiude la pellicola: “Amici miei, tenete a mente questo: non ci sono né cattive erbe né uomini cattivi. Ci sono solo cattivi coltivatori”.