Spreading Hate – Hatecomming

Un lavoro davvero tutto da scoprire all'insegna di un buon death metal melodico per il gruppo brasiliano

Spreading Hate – Hatecomming

Il Brasile non è solo la terra di funambolici calciatori o di bellissime ballerine di samba, la scena metal è ben salda nel paese verdeoro e nell’underground si possono incontrare band valide, con all’attivo piccoli gioiellini che sarebbe un peccato farsi sfuggire.

Un buon esempio sono gli Spreding Hate, band di San Paolo fondata nel 2004 da Edu Ayres (basso) e Jeff Hita (chitarra) arrivata all’esordio discografico nel 2009 con l’EP Nightfall, bissato poi nel 2013 da questo interessantissimo Hatecomming, lavoro all’insegna di un melodic death metal con più di un occhio alla scena scandinava, dal tiro bello tosto e ottime parti chitarristiche che faranno la gioia dei fan di Children of Bodom, primi Dark Tranquillity e In Flames.
Il combo paulista non ci lascia respirare un attimo con nove brani ben strutturati, di cui qualcuno davvero bello, per poco più di mezz’ora di ritmiche veloci, solos ipermelodici supportati dal growl di Renan Brito che, in più di un’occasione ricorda Mikael Stanne.
Derivativi ? Beh, in un genere simile non è sicuramente l’originalità la componente più significativa, alle band alla fine si richiedono un buon songwriting, tecnica strumentale e attitudine giusta e, fortunatamente, gli Spreading Hate posseggono tutte queste qualità in dosi sufficienti per rendere il loro prodotto un ottima alternativa alle solite band mainstream.
Anche dove i ritmi rallentano e si fanno più cadenzati il quartetto brasiliano tira fuori dal cilindro un brano magnifico come Anesthesia, grazie al quale sembra davvero di essere al cospetto di uno dei migliori gruppi provenienti dalle gelide terre del Nord Europa: qui le chitarre ci avvolgono in un atmosfera di gelido e oscuro dark/death con assoli dal vago sentore di primi Paradise Lost.
Il resto del lavoro si mantiene su ottimi livelli, i ragazzi ci sanno fare con i loro strumenti e le song arrivano dirette, avvincenti, con brani come Hollowdead, Cold and Pale, la titletrack, dai riff meno cupi dove escono prepotentemente allo scoperto i Sentenced di quella meraviglia intitolata Amok.
Il lavoro è dello scorso anno ma vi consiglio di andarvelo a cercare perché merita più di un ascolto e per i fan del melodic death costituirà davvero una piacevole sorpresa.

Tracklist:
1. Lighted
2. Hollowdead
3. Infernal Nightmare
4. Cold and Pale
5. Infection
6. Anesthesia
7. Rise
8. Hatecomming
9. Subterranean Palace

Line-up:
Eduardo Ayres – Bass
Lucas Cassero – Drums
Jeff Hita – Guitars
Renan Brito – Vocals, Guitars

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