Sequoian Aequison – Onomatopeia

Sequoian Aequison - Onomatopeia 1 - fanzine

Sequoian Aequison – Onomatopeia

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I russi Sequoian Aequison appartengono alla ormai affollata categoria delle band dedite ad un post metal del tutto strumentale.

In effetti, quella che agli inizi poteva sembrare una strada originale nell’affrontare un genere particolare oltre che di sviluppo recente, ben presto è stata presa d’assalto da un numero fin troppo consistente di musicisti, finendo così per dar vita ad un ulteriore sottogenere.
Continuo a pensare che una voce accettabile, in fin dei conti, fornisca sempre e comunque un importante valore aggiunto, ma è anche vero che diversi gruppi sono riusciti a fornire prove superlative o comunque di buon livello.
Tra questi sicuramente vanno annoverati questi ragazzi di San Pietroburgo che mettono in scena un lavoro contenente un poker di ottimi brani, dotati di freschezza e del giusto grado di intensità, rivelando infine una capacità innata di bilanciare le ruvidezze del metal e le aperture melodiche.
Alcune tracce restano piacevolmente impresse più a lungo, come accade con Irretrievable, e nonostante singolarmente siano sempre piuttosto lunghe, la durata complessiva piuttosto contenuta di Onomatopeia favorisce una più efficace assimilazione delle composizioni, scongiurando il sempre latente effetto noia.
Un debutto, dunque, più che consigliato per chi apprezza sonorità pulite, morbide, che spesso vanno a lambire l’ambient, ma sovente disturbate da quella punta di asprezza che il miglior post-metal regala.
E per stavolta, così, vi risparmio volentieri la consueta chiusura con relative recriminazioni sull’assenza di un/una vocalist …

Tracklist:
1.К поверхности / To The Surface
2.Невозвратное / Irretrievable
3.Размыкая стены / Opening Walls
4.Отдых на пути в никуда / Rest On The Way To Nowhere

Line-up:
Andrey Balitskiy
Pavel Goluzin
Ivan Tokarev
Oleg Derkach

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Tags:
Stefano Cavanna
stefano@iyezine.com

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.

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