iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999
Cerca
Close this search box.

Recensione : Sea Of Disorder – Merging Land And Sky

L'album è piuttosto valido, pur non rivelandosi un ascolto facile, proprio perché è apprezzabile la ricerca da parte dei Sea Of Disorder di sonorità meno conformi agli stilemi del post rock.

Sea Of Disorder – Merging Land And Sky

Gli austriaci Sea Of Disorder si manifestano nuovamente, dopo l’ep omonimo del 2012, con un album di postrock non troppo convenzionale e ricco di spunti interessanti.

Il duo salisburghese formato da Robert Czeko e Christian Hubmann con Merging Land and Sky mette sul piatto un progetto ambizioso il giusto e di lunghezza considerevole, quasi a voler dimostrare di non aver nulla da temere in tal senso, a livello di riscontri di pubblico e critica.
Certo, uscire indenni dal quarto d’ora di 1953, per esempio, non è semplicissimo, almeno non prima che il tema portante ripetuto ad oltranza trovi una qualche variante sfociando infine in uno splendido crescendo.
Il post rock dei Sea Of Disorder diviene peculiare quanto le tenui pennellate chitarristiche si irrobustiscono andando a confluire in una forma di doom straniante (Ghost Of Yesterday, Merging Land And Sky), oppure allorché strumenti non convenzionali vanno a sporcare l’algida aura delle linee sonore (Horizon).
L’album è quindi molto valido, pur non rivelandosi un ascolto facile, proprio perché è apprezzabile la ricerca da parte dei due musicisti austriaci di sonorità meno conformi agli stilemi del post rock.
Una prova di spessore all’insegna di un sound ancora perfettibile, in particolare nel suo essere incisivo in maniera ancora un po’ altalenante.

Tracklist:
1.Ghost Of Yesterday
2.1953
3.Merging Land And Sky
4.Falling Giants
5.As The Clouds Disperse
6.Horizon

Line-up:
Robert Czeko
Christian Hubmann

SEA OF DISOREDER – Facebook

Get The Latest Updates

Subscribe To Our Weekly Newsletter

No spam, notifications only about new products, updates.
No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Silent Vigil – Hope and Despair

Se in passato il sound traeva principalmente linfa dall’insegnamento dei Daylight Dies, tutto sommato Hope and Despair è un album che si muove in continuità con quello stile, che qui viene ulteriormente ribadito dando alla fine l’auspicato seguito, sia pure con il nuovo moniker Silent Vigil, alla brusca archiviazione degli Woccon avvenuta dieci anni fa.

Celestial Season – Mysterium III

La terza parte di Mysterium si muove stilisticamente in continuità rispetto a quanto fatto nella prima metà degli anni novanta ma senza che questo assuma un sentore di stantio, con l’adesione genuina a quegli storici stilemi che diviene il punto di forza nell’operato dei Celestial Season di questo decennio.

Ruststained – Years in Vain

L’operato dei Ruststained non appare affatto didascalico anche perché traspare ad ogni nota una genuinità e una passione che sono lontani anni luce da ogni forma di plastificazione musicale.