SARDONIS – III

Il passaggio del Gran Khan in Vallonia secondo i Sardonis

SARDONIS - III 1 - fanzine

Come il Southern si ritrova nel Nord, non Carolina ma Europa, Belgio per l’esattezza dove i nostri paladini già (ri)conosciuti avanzano la loro marcia per la terza volta.

Attivi dal 2006 Jelle Stevens e Roel Paulussen si divertono seriamente a incidere brani strumentali, e lo si sente dal corpo che la batteria flette sui riff della chitarra detonata, intrecciandosi nella voluttà che le onde sonore si creano dalla stessa schiuma. Il risultato di questo settimo lavoro (contando i precedenti split ed il primo EP sotto la Electric Earth Records) è un’onerosa ripetizione dei precedenti, ma con qualche rifinitura che lo completa di lacca e di tiro. Non conoscendoli del tutto non saprei come poterli paragonare, ma viaggiando d’anticipo sul tempo, vorrei fantasticare ed arrivare a creare un ponte tra questo power duo e i Teeths of Lions Rules the Divine. Certo di immaginazione ce ne vorrebbe assai, ma cosa oramai non porta a perfezionarsi e modulare nuove influenze ? Con meno schematicità tellurica e più libertà compositiva si potrebbe arrivare ad un bilancio migliore:  5 tracce, matematiche e con rimandi (ma solo per timpani raffinati) alla squadra di Dickinson, soprattutto nelle pennate che accelerano alcuni passaggi angolari. E’ possibile che se ne voglia ancora dopo qualche ascolto, in cui il suono prende forma nella sua composta pesantezza, quindi assimilato e tradotto in altri ascolti. Il mio 6.5 su 10 giustifica la mancanza di testi che anche solo in un eco di traccia potrebbero incuriosire ed esaltare la mancanza degli stessi.I Karma To Burn ci riescono in modo eccelso, ma ancora una volta, per teorema, oltre oceano ci sono meno dicotomie e più libertà d’improvvisare.

TRACKLIST
1. The Coming of Khan 06:38
2. Battering-Ram 05:58
3. Roaming the Valley 07:20
4. Ruined/Decay 06:58
5. Forward to the Abyss 11:46

LINE-UP
Chitarra: Roel Paulussen
Batteria: Jelle Stevens

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Autore: Enrico Mazzone

Della grigia Torino racconto solo i contorni che la nebbia permette di ancora vedere. Per questo motivo i miei disegni sono in bianco e graffite, con qualche sfumatura carica e qualche altra sbiadita.Frequento L'accademia albertina dove non mi viene permesso di frequentare il corso di incisione per saturazione posti per ben 3 anni ( su 7) Decido allora di prendere in mano la matita e scoprire le gioie e i dolori del tratteggio e del puntinato. A4, A3,70x50, 70x100,5x1,50 e 20 x 2 metri, alla ricerca di spazio per poter espletare i miei ricami mentali. Horror vacui ? No, mancanza di spazio vitale, effettivo, pratico, logistico, emotivo, affettivo e sociale, non chè espressivo.

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