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Recensione : Rootworkers – Attack, Blues, Release

Peculiarità queste che certo non difettano ai marchigiani Rootworkers che nei sei pezzi di questo ep battono con personalità le strade indicate ed aperte da band quali Allman Brothers Band...

Rootworkers – Attack, Blues, Release

Contrariamente a quanto affermava, nell’ ormai lontano 2004  Luca Dirisio,  per fare certa musica ci vuole furia (feeling) e sangue caldo (attitudine).

Peculiarità queste che certo non difettano ai marchigiani Rootworkers che nei sei pezzi di questo ep battono con personalità le strade indicate ed aperte da band quali Allman Brothers Band, Humble Pie e Nine Below Zero senza disdegnare proficue digressioni nell’ hard rock più virtuoso fino a lambire lo stoner. 

Il compito di aprire la scaletta viene affidato a Work All Day un pezzo molto psychedelico che va, come scrivevo qualche riga or sono, a rimembrare sonorità stoner rock, due sono invece i brani più tipicamente southern vale a dire Lonesome Boy e Dirty Ceiling,  in The Woman i Love emerge l’amore della band per le atmosfere più classiche del blues mentre in To Leave Nobody e in Another Night i giri del motore rallentano impregnando il tutto di un groove estremamente sanguigno.

Pur rifacendosi a modelli passati presi come riferimento da un numero incalcolabile di gruppi i nostri dimostrano una perizia, una passione ed un estro fuori dal comune che li rende indubbiamente veri e credibili. In poche parole molto bravi.

Rootworkers – Attack, Blues, Release

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