Rainy Days Factory – This Is Tomorrow


Secondo album per i lusitani Rainy Days Factory, band della quale le notizie che ho a mia disposizione non è che siamo moltissime.

Poco male, perché il sound del trio si presta a ben poche interpretazioni, essendo pervaso in maniera evidente da umori post punk che però, a differenza dei connazionali Morte Psiquica, trattati recentemente, non spinge sul versante più rock e ritmato, optando invece per umori soffusi ed alquanto delicati.
L’opener Passing fornisce un indizio parziale su quello che sarà il contenuto di This Is Tomorrow: i Cure più rarefatti dell’era Disintegration si fondono con un cantato dai toni più brit pop che dark wave, supportato da un tappeto ritmico che si snoda senza particolari sobbalzi.
Il problema è proprio questo, perché ascoltare per un’ora un lavoro che sposa in toto la ragione sociale dell’ottima etichetta che lo pubblica (la Ethereal Sound Works) non è proprio una passeggiata: i brani, presi in dosi omeopatiche, sono anche piuttosto belli, ma ascoltarli tutti in un colpo fa scemare inevitabilmente l’attenzione dopo una ventina di minuti al massimo.
Ovviamente il trio portoghese ha fatto questa scelta che probabilmente troverà diversi estimatori, ma per quanto mi riguarda è un peccato che le buone Passing e A Reason To Swim (sia per i rimandi al citato capolavoro scritto da Robert Smith, sia per un’interpretazione vocale più convinta) e le più ritmate e dotate di linee melodiche delineate con maggior decisione The Last Stand e Flowers For Shelly, non trovino corrispettivo nelle altre canzoni, davvero troppo eteree ed interlocutorie in certi frangenti per poter catturare l’attenzione.
La stessa cover della pietra miliare Twenty Four Hours viene proposta in una versione iper rallentata e quasi indolente, apprezzabile comunque per un certo coraggio nel rielaborare un brano iconico invece di proporne una versione fotocopia, che ne fa smarrire quasi del tutto l’annichilente potenziale evocativo e drammatico.
Il problema dei Rainy Days Factory è essenzialmente la latitanza di intensità emotiva che rende una buona metà di This Is Tomorrow un esercizio di stile e poco più: peccato, perché la bontà dei brani precedentemente citati offre la sensazione che questi musicisti possano fare decisamente meglio, per cui non resta che rimandarli alla prossima occasione.

Tracklist:
1.Passing
2.Rain
3.I Will Break You
4.A New Sea
5.The Color Of Your Smile
6.A Reason To Swim
7.Our Las Day
8.Twenty Four Hours
9.The Last Stand
10.Weeping Trees
11.Flowers For Shelly

Line-up:
Oscar Coutinho
Joao Vitorino
Pedro Code

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