iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999
Cerca
Close this search box.

Recensione : Phobonoid – Orbita

Orbita è un breve concept che descrive l’ipotetica fine della civiltà su Marte e la musica che lo accompagna è, in effetti, quanto di molto più vicino possa esserci ad una colonna sonora di un film di fantascienza dai connotati apocalittici.

Phobonoid – Orbita

Ep d’esordio per questa interessante one-man band denominata Phobonoid, dietro alla quale si cela il musicista trentino Lord Phobos.

Orbita è un breve concept che descrive l’ipotetica fine della civiltà su Marte e la musica che lo accompagna è, in effetti, quanto di molto più vicino possa esserci ad una colonna sonora di un film di fantascienza dai connotati apocalittici.
Lord Phobos è autore di una buona prova all’insegna di un black metal dalle connotazioni industrial, che attinge a svariate influenze tra le quali spicca quella rappresentata dalla scuola avanguardista francese, che vede i Blut Aus Nord quale nome di punta.
Anche se la produzione relega sullo sfondo la voce, non so quanto volutamente, vanificandone comunque l’impatto e rendendo l’opera, di fatto, pressoché strumentale, Orbita gode di notevoli spunti che fanno intravvedere interessanti sviluppi per il futuro dei Phobonoid; in particolare le ultime due tracce, Magnete e Deimos, si elevano nei loro sei minuti complessivi per la drammaticità ed il pathos che riescono a comunicare, mostrando uno sbocco compositivo senza dubbio da esplorare con ancor più convinzione nelle prossime uscite; per ora il giudizio non può che essere positivo, anche se per esprimersi in maniera più compiuta sarà necessario attendere le ulteriori mosse di Lord Phobos.

Tracklist:
1. Phobos
2. Ex
3. Vuoto
4. Lo spettro di Deimos
5. Omega
6. Magnete
7. Deimos

Line-up :
Lord Phobos – all instruments, vocals

PHOBONOID – Facebook

Share:

Facebook
Twitter
Pinterest
LinkedIn
Get The Latest Updates

Subscribe To Our Weekly Newsletter

No spam, notifications only about new products, updates.
No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Sutratma – Images Beyond the Self / Realms of Eternal Immolation

La particolare scelta operata dai Sutratma ci consente di ascoltare circa un’ora e quaranta minuti di ottimo funeral doom atmosferico, composto con grande competenza, sempre con un occhio molto attento a un’idea di forma canzone che non è così scontata in questo sottogenere e, soprattutto, con un’importante componente melodica che rende molto più semplice l’assimilazione di tutti i brani, anche quelli di maggiore estensione.

Who Dies in Siberian Slush – Уроки cмирения

Уроки cмирения è un’opera rigorosa e compatta, con alcuni brani più melodici di altri senza che ciò provochi un’oscillazione eccessiva a livello qualitativo. Gli Who Dies in Siberian Slush si confermano con questo ultimo lavoro tra gli interpreti più credibili e genuini del funeral doom mondiale e questo, da solo, è un motivo più che valido per dar loro fiducia ancora una volta.