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Recensione : Negative Reaction – Frequencies From The Montauk

Frequencies From The Montauk è un disco che sorprende per come riesce a coinvolgere progressivamente dopo ogni ascolto finché i riff semplici ma maledettamente efficaci di Bones non restano indelebilmente marchiati sulla pelle.

Negative Reaction – Frequencies From The Montauk

Per certi album bisognerebbe mettere in un angolo della copertina il simbolo del doping, lo stesso che si trova stampigliato sulle confezioni di diversi farmaci.

In effetti, sarebbe da evitare l’ascolto di Frequencies From The Montauk per chi debba cimentarsi poco dopo in qualche attività sportiva con annesso rischio di esami antidoping, dato che la positività sarebbe assicurata.
Iniziando dalla copertina, che ricorda quelle improbabili cartoline che si trovavano nelle tabaccherie/panificio/bar/cartoleria/ferramenta dei paesini di provincia fino a qualche decina d’anni fa, si può intuire con chi e cosa avremo a che fare durante l’ascolto del disco.
I Negative Reaction sono ormai in attività da oltre vent’anni nel corso dei quali hanno pubblicato, con questo, sei album oltre ad numero consistente di split, singoli e quant’altro. La band di New York ha mosso i suoi primi passi suonando un hardcore dalle sfumature psichedeliche che nel corso degli anni si è progressivamente evoluto in uno stoner sludge comunque sempre piuttosto dinamico e che con tutte queste premesse sarebbe eufemistico definire lisergico.
L’impatto iniziale è piuttosto difficoltoso, non tanto per la musica che anzi, penetra immediatamente sottopelle in maniera piacevolmente strisciante, ma piuttosto per la voce di Bones, leader e nume tutelare della band, che esibisce uno screaming che al primo ascolto appare del tutto fuori posto.
Quando le nostre orecchie, già provate dalle distorsioni chitarristiche, prendono ad assuefarsi alla musica che esce dalle casse, anche le vocals cominciano contro ogni pronostico ad essere apprezzate, così brani dal contenuto “stupefacente” ben oltre i limiti dell’uso personale come Dopamine (appunto), Shattered Reflection e Space Capsule 1 entrano in circolo e non c’è più nulla da fare.
La dipendenza diventa definitiva con la bomba intitolata A Bit Of Numb, brano che ricorda, sia pure in una versione più esasperata, certi passaggi dei mai abbastanza rimpianti God Machine e che, con le sue accelerazioni, mette a serio rischio l’integrità del rachide cervicale.
Planet Sagar And The Trobbits e Angels And Demons contribuiscono a sgretolare definitivamente le normali percezioni sensoriali così, quando la cover dei Pink Floyd The Nile Song chiude alla grandissima l’album, la crisi d’astinenza si manifesta repentinamente e l’unica via di uscita è premere nuovamente il tasto “play”.
Frequencies From The Montauk è un disco che sorprende per come riesce a coinvolgere progressivamente dopo ogni ascolto finché i riff semplici ma maledettamente efficaci di Bones non restano indelebilmente marchiati sulla pelle.
Se poi, quando il silenzio a fatica riesce a prevalere sulle note anfetaminiche propagate dai Negative Reaction, affacciandovi alla finestra vedrete nugoli di mammiferi di ogni specie librarsi leggiadri in volo, non dite che non vi avevamo avvertiti …

Tracklist :
1. Day After Yesterday
2. Dopamine
3. Docking Bay 94
4. Frequencies From The Montauk
5. Shattered Reflection
6. Thicker Than Blood
7. Space Capsule 1
8. A Bit Of Numb
9. Planet Sagar And The Trobbits
10. Angels And Demons
11. Elsie In Space
12. The Nile Song

Line-up :
OD – Bass
John Old MacDonald – Drums
Ken E. Bones – Guitars, Vocals

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