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Recensione : Moloch – Verwüstung

Un prodotto indirizzato esclusivamente ai fans più accaniti di Burzum.

Moloch  -  Verwüstung - Recensioni Metal

Dal più nero sottobosco dell’underground estremo vi presentiamo questa one man band dal nome Moloch, sotto cui si cela il polistrumentista ucraino Sergiy Fjordsson.

Questo ultimo full length è targato 2014 e nello stesso anno Moloch ha già partorito qualcosa come otto opere tra ep e split.
In effetti, non si può certo dire che il buon Fjordsson stia con le mani in mano, dato che dal 2004 anno di uscita del primo demo, la sua discografia risulta davvero immensa, con una marea di split e demo e ben undici full length.
Black misantropo alla Burzum è quello che ci propone il demone ucraino, che rispetto al suo famoso collega usa meno parti atmosferiche e più sfuriate black old school, creando un inferno sonoro sicuramente soddisfacente per i black metallers a cui piace il genere duro e puro, senza compromessi e totalmente devoto a Lucifero.
Il primo brano è una lunga dissonanza atmosferica che fa da intro all’album, ma da Blutmond in poi veniamo catapultati nel black metal old style, con furia devastante e parti cadenzate, classiche atmosfere demoniache con lo scream che urla anatemi satanici, chitarre zanzarose come da copione e batteria un po’ piatta, sono le prime avvisaglie di un lavoro che ha buone idee, ma anche qualche difetto.
Brano top del lavoro è l’ottima Du bist nichts in dieser sterbenden Welt , dall’inizio atmosferico che si trasforma in una cavalcata black metal, creando un buon mix di furia e inquietanti sfumature nere, mentre la title track si compone di undici minuti di note e rumori che dovrebbero fungere da outro ma alla lunga tendono ad annoiare.
Album solo per i fans di Burzum e, direi, Bethlehem, Verwüstung lascia un po’ l’amaro in bocca per le potenzialità non sfruttate appieno, con intro e outro, che in tutto fanno sedici minuti, tranquillamente trascurabili, e su quarantaquattro minuti totali non è poco.

Tracklist:
1. Todesstille
2. Blutmond
3. Spiritueller Selbstmord
4. Negativität
5. Nur der Tod ist wirklich
6. Die Kälte der Ewigkeit
7. Du bist nichts in dieser sterbenden Welt
8. Verwüstung

Line-up:
Sergiy Fjordsson – Vocals, Guitars (rhythm), Bass, Keyboards

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