Miserable Failure – Hope

Miserable Failure - Hope 1 - fanzine

Miserable Failure – Hope

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Se la lunghezza di una recensione dovesse basarsi sul minutaggio dei lavori presi in esame, questa sarebbe pressochè finita qui …
E, in effetti, qualcuno potrebbe chiedersi perché valga la pena di sprecare tempo e spazio per soli quattro minuti di musica.
La risposta è semplice: questo è il grindcore, un genere musicale che, piaccia o meno, porta alle estreme conseguenze la velocità d’esecuzione, l’urgenza espressiva e la sintesi compositiva .
I Miserable Failure sono un quartetto francese che si accoda al considerevole numero di discepoli dei seminali Napalm Death (dell’epoca “Scum” per intenderci, non quelli pur magnifici dei giorni nostri); i transalpini condensano la loro furia parossistica in quattro brani, di circa un minuto ciascuno, che ne valgono almeno dieci per intensità e ferocia esecutiva, riportando alla mente non solo i padri nobili del genere ma anche act più vicini al death come i Brutal Truth degli esordi.
Sulla scia di band più attuali, come gli Agoraphobic Noisebleed, rispetto ai quali, paradossalmente , appaiono ancor più diretti e meno strutturati, i Miserabile Failure con Hope fanno intravvedere le loro indubbie potenzialità : chiaramente un full-length potrà risultare ben più esaustivo riguardo alle loro effettive capacità.
Per ora godiamoci questa manciata di minuti di intenso piacere …

Tracklist:
1.The blueprints of self-disgust
2.One more reason to set this world on fire
3.Goodbye and good riddance
4.This world ain’t mine

Line-up :
Bleu – vocals
Rom “Maldito” Sanchez – guitars & vocals
Mélanie Sugin – bass
Elvis Jagger Abdul Jabbar – drums

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Tags:
Stefano Cavanna
stefano@iyezine.com

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.

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