Manuel Cohen, Valerio Cuccaroni, Rossella Renzi, Giuseppe Nava, Christian Sinicco – L’Italia a Pezzi

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Antologia vivente e contemporanea della poesia in dialetto, frutto di un grandissimo lavoro e di ottime intuizioni.
L’Italia a Pezzi è il primo risultato di una ricerca sulla mappatura della produzione poetica neodialettale e postdialettale nell’ultima fase del Novecento e nei primi anni del Duemila.

Il tutto nasce all’interno della rivista online Argo che da anni ospita una rubrica, “Pezzi di Vetro”, che si occupa di poesia dialettale partendo dalla visione policentrica di Pasolini, il quale fu il primo a parlare “dei mille centri e delle mille periferie”.
Certamente Pasolini è il punto di partenza supremo, ma si sono tenute in conto altre opere fondamentali del campo, come il terzo tomo del “La Poesia In Dialetto” di Franco Brevini edito da Mondadori nel 1999, o “Nuovi Poeti Italiani 5” di Franco Loi, libri figli del monumentale “Poesia Dialettale del Novecento” a cura di Mario dell’Arco e Pier Paolo Pasolini del 1952.
Per comporre questa antologia si è quindi partiti dall’attenzione verso i contemporanei e da una maggiore attenzione per le voci femminili, molto assenti nelle opere di cui sopra.
L’uso del web è stato fondamentale e di rottura, sia per cercare nuovi nomi, sia perché molti autori non sarebbero noti senza internet.
Ciò che offre questo libro è un’ottima campionatura di autori dialettali si consolidati che emergenti, o se non ancora, con le loro opere in lavorazione: è, insomma, una fotografia in movimento.
Vi è un nuovo fermento in Italia sul dialetto e sulla questione dialettale, poiché negli ultimi anni il ci sono ottimi segnali di vita in tal senso.
Intendiamoci, il dialetto non è mai morto, ma ha attraversato momenti molto difficili, mentre ora nell’epoca della social tirannia sta assurgendo a modello vitale e degno di nota. Oltre l’esperienza dialettale possiamo incontrate gruppi come i Trastolons friulani che fondono varie discipline per comunicare meglio il dialetto e in dialetto.
L’Italia a Pezzi è frutto di un grande lavoro editoriale e di un percorso ben definito che sta portando nuovi frutti e nuove direzioni da percorrere.
Oltre agli autori contemporanei, vi è anche un’introduzione con autori degli anni trenta e quaranta, al fine di comprendere meglio la traiettoria dialettale.
Il libro è una formidabile vista su di una Italia davvero impensata e poco rappresentata, ma che è in fondo il cuore stesso di quella che mai potrà essere una nazione, figlia di milioni di campanili e di milioni di parlate, che meriterebbero tutte di essere salvate, eredi proletarie della quotidianità più quotidiana che ci sia.
Sicuramente è un’opera che mancava in Italia e che viene da un’area che sta conducendo interessanti ricerche sulla poesia in generale.
Da leggere per poter vedere oltre.

pagine 745
€ 20

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