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Recensione : Malfeitor – Dum Morior Orior

I quaranta minuti di questo disco hanno il grosso pregio di non annoiare mai, grazie ad una sufficiente incisività dei riff e della ritmica

Malfeitor – Dum Morior Orior

Gli svedesi Malfeitor mossero i loro primi passi agli inizi degli anni ’90 ma si sciolsero dopo qualche anno senza aver mai, di fatto, lasciato una sola traccia della loro esistenza.

Indubbiamente il nuovo impulso che sta ricevendo in questi anni il death metal, in particolare quello cosiddetto “old school”, ha spinto il chitarrista Benny Moberg ed il vocalist Mattias Perkkila a rimettere in piedi la loro vecchia band.
Operazione opportunistica ? Forse, di sicuro però i nostri (incluso il batterista Janne Rudberg Björkenfjäll), che a occhio e croce viaggiano tutti sulla quarantina, conoscono a menadito la materia trattata e con questo Dum Morior Orior impartiscono una gradita lezione di storia del death, riportando alla luce le pulsioni sopite da tempo e basate, a loro volta, sugli insegnamenti di Entombed, Grave e compagnia.
I quaranta minuti di questo disco hanno il grosso pregio di non annoiare mai, grazie ad una sufficiente incisività dei riff e della ritmica, una buona produzione e soprattutto un growl putrido come non si sentiva da tempo ad opera del buon Perkkila.
Poi, è probabile che Dum Morior Orior possa essere stroncato da chi vorrebbe ascoltare qualcosa che non sia la fedele riproposizione di sonorità le cui origini sono ormai più che ventennali, oppure magnificato dai puristi del genere: facendo mio il sempre attuale detto “in medio stat virtus”, ritengo che l’operato dei Malfeitor sia sicuramente da approvare senza, però, che ciò dia adito ad eccessivi entusiasmi, proprio perché l’ondata revivalistica del death sta assumendo le dimensioni di uno tsunami.
Decisamente indicato se si ha bisogno di qualcosa di robusto per sfogare un po’ di tensione repressa o per annichilire con volume a 11 i vicini che ascoltano radio maria h24 …. ma, al di là delle facezie, questo è un lavoro valido che si merita comunque la dovuta attenzione, non solo da parte dei deathsters più incalliti.

Tracklist :
1. Conversation in Minor
2. Beyond the Horrorizon
3. When Last Breath Fades
4. Exile from Sanity
5. To Hell, Farewell
6. Death, the Dead and Me
7. Rolling with Corpses
8. And the Sky Turned to Rage
9. Psychosis
10. Scenes from a Slaughterhouse
11. Sojourn Hell

Line-up :
Benny Moberg – Guitars
Mattias Parkkila – Vocals, Bass
Janne Rudberg Björkenfjäll – Drums

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