Lykaion – Nothin’ But Dead

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Lykaion – Nothin’ But Dead

Davvero notevole il filotto di uscite di qualità presentato in questo 2012 dalla Bakerteam, ancora più apprezzabile dato che riguarda band in gran parte band italiane; dopo gli ottimi lavori di Valkiria, Stigmhate e Lahmia, tocca ai romani Lykaion porsi in maniera definitiva all’attenzione del pubblico metal.

La band è attiva da quasi un decennio ma solo oggi, dopo una serie di demo che ne hanno fatto intravedere le potenzialità, arrivano al sospirato full-length facendo subito centro.
Il sound dei nostri riprende le sonorità dei Senteced spogliandole di gran parte della componente dark ma arricchendole con massicce dosi di power prog; la somiglianza con la band finlandese è accentuata dalla voce di Alessandro, che in molti passaggi appare simile a quella di Ville Laihiala, anche se a mio avviso più versatile.
Detto questo, non è che ci si debba attendere un disco privo di personalità e fatto di sbiadite fotocopie degli originali: i Lykaion possiedono una spiccata capacità di rendere i propri brani ricchi di appeal grazie a ritornelli azzeccati quanto trascinanti e passaggi chitarristici lineari ma di rara efficacia.
La title-track, posta in apertura, delinea le coordinate che saranno comuni all’intero lavoro: una parte introduttiva capace di focalizzare l’attenzione per poi lasciare esplodere un chorus destinato a restare impresso a lungo nella mente.
A Cold Summer Day si sposta su versanti più affini al power prog degli Evergrey, con il valore aggiunto dell’abilità nel creare melodie che negli ultimi anni è venuta meno alla band svedese.
Con Empty il gruppo romano si cimenta nel formato della ballad sfuggendo abilmente al trappolone costituito dal rischio di cadere nel banale e nel melenso; The Dance è un brano killer con un giro di chitarra posto in chiusura da consegnare ai posteri, mentre Sick Lover si rivela come l’ennesima traccia trascinante e di grande impatto, sempre nel solco dei Sentenced.
Chiude il lavoro Dimenticherai, con i nostri alle prese con la sempre insidiosa impresa di alternare il cantato in italiano al più collaudato inglese: il risultato ripaga il rischio anche se immagino gli sforzi profusi per riuscire ad adattare in certi passaggi la particolare metrica della nostra lingua alla struttura del brano.
La dote migliore dei Lykaion è senz’altro quella di scovare sempre la scintilla in grado di far ricordare ogni brano pur muovendosi su territori già ampiamente battuti; altro pregio è quello di evitare inutili prolissità proponendo sempre pezzi essenziali e di durata media attorno ai quattro minuti.
Nothin’ But Death è un lavoro che merita la dovuta attenzione e ci fa ritenere che la sua riproposizione dal vivo possa esaltarne ancor più le caratteristiche …

Tracklist :
1. Nothin’ But Death
2. A Cold Summer Day
3. Free From All Your Fears
4. Empty
5. The Dance
6. Fuck You (I Love Myself)
7. Passion Kills
8. Sick Love
9. Together
10. Dimenticherai

Line-up :
Valerio Miseferi – Bass
Andrea Alberati – Drums
Fabio Valentini – Guitars
Alessandro Sforza – Vocals, Guitars

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