iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : Lykaion – Heavy Lullabies

Per gli amanti dei suoni Dark/gothic in linea con le produzioni scandinave, "Heavy Lullabies" è un disco estremamente consigliato.

Lykaion  -  Heavy Lullabies - Recensioni Metal

Dalle fredde lande della penisola scandinava, i venti artici hanno trasportato verso sud una manciata di generi che negli anni a cavallo del millennio hanno fatto scuola, facendo diventare quelle terre veri punti di riferimento per i suoni metallici, portando tante ottime band alla ribalta.

Death metal, black, power, hard rock e symphonic, sono stati i generi nei quali le band scandinave hanno letteralmente fatto faville ma, seguendo la scia di Sentenced, To Die For e Him, il gothic/dark non è sicuramente rimasto a guardare, ottenendo un grosso successo, specialmente nel centro del nostro continente, da sempre sensibile a queste sonorità.
A ripercorrere i fasti delle band nordeuropee ci pensano i nostrani Lykaion, nati all’alba del nuovo millennio, anni di vacche grasse per il genere, autori di una serie di demo tra il 2003 ed il 2010 ed arrivati all’esordio nel 2012 con il full length “Nothin’But Death”.
Heavy Lullabies segue di tre anni il suo predecessore e ci presenta una band in gran forma: l’album scorre su un fiume dark/gothic in linea con le band citate, in particolare i Sentenced di Ville Laihiala e, anche se il gruppo perde qualcosa in originalità, complice un songwriting davvero ispirato l’album si rivela un ottimo lavoro, mai troppo sdolcinato, pregno di melanconiche melodie ma tragico e grintoso, così da piacere sia ai fan del gothic sia a quelli più rivolti a suoni metallici.
Su tutto il lavoro spicca la prova del vocalist Alessandro Sforza, molto vicino alle tonalità del singer di Sentenced e Poisonblack, anche se dotato di una sua forte personalità che gli dà modo di interpretare i brani riuscendo a conquistare in pochi minuti l’attenzione dell’ascoltatore.
Dalla strumentale title track, sorta di lunga intro, si passa al rock dark di For Love, dove la band viaggia da subito a mille ed il brano risulta uno dei più belli di tutto il lavoro: Sforza ci regala un’ottima performance tra tonalità ruffiane e una riuscita ottima parte in cui esce tutta la sua personalità, arrivando ad una sguaiata parte in scream, letale come risulta la successiva Anthem, nella quale la sezione ritmica non si fa pregare e picchia da par suo, aprendo così l’opera con una doppietta fenomenale.
Ancora End Of Time, posta a metà disco, spacca da par suo, risultando una delle canzoni più dure del lotto, ed una menzione particolare la merita anche I Don’t Love You Anymore, semiballad dove tutta la band dà spettacolo consegnandoci una rock song superba.
Il resto di Heavy Lullabies si attesta su buoni livelli, con cadute di tono non pervenute, continuando a viaggiare sull’alternanza di ottime melodie e parti sufficientemente grintose, che rendono l’ascolto vario e piacevole.
Bel disco, dunque, che conferma i Lykaion quale un’ottima realtà da seguire con attenzione da parte degli amanti dei suoni dark/gothic metal.

Tracklist:
1. Heavy Lullaby
2. For Love
3. Anthem
4. I Don’t Love You Anymore
5. Waitin’
6. Smile
7. End of Time
8. Out of My Heart
9. Animals
10. Accept Yourself
11. Till the End

Line-up:
Alessandro Sforza: guitars, vocals
Fabio Valentini: guitars
Valerio Lippera: bass
Andrea Alberati: drums

LYKAION – Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

COMPRA LE NOSTRE MAGLIETTE

shirt shop

Per supportare la tua fanzine preferita !

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Carnal Tomb - Abhorrent Veneration - death

Carnal Tomb – Abhorrent Veneration

I Carnal Tomb danno un seguito all’altezza del buon esordio di tre anni fa e come allora noi di Metaleyes ve ne consigliamo l’ascolto, sempre che i vostri gusti in fatto di death metal siano rivolti alla frangia tradizionale del genere.

First Signal - Line Of Fire - rock

First Signal – Line Of Fire

Line Of Fire è una raccolta di canzoni dove rocciose parti hard rock, si alleano con linee melodiche di rara bellezza, raffinate ed eleganti, sapientemente ruvide ma, allo stesso tempo ruffiane tanto basta per spaccare cuori tra i rockers dai gusti melodici.

Deepshade - Soul Divider - rock

Deepshade – Soul Divider

I Deepshade esibiscono un sound personale, riescono nella non facile impresa di risultare a loro modo originali, pur lasciando che all’ascolto dell’album le loro ispirazioni facciano capolino dalle pareti del tunnel dai mille colori in cui si entra appena si preme il tasto play.