LEMMINGS-TEORIA DEL PIANO ZERO

LEMMINGS-TEORIA DEL PIANO ZERO 2 - fanzine

LEMMINGS-TEORIA DEL PIANO ZERO

Dei Lemmings conoscevo solo il video di Io Non Suono Indie e, nonostante l’orecchiabilità del pezzo, sono sempre rimasto piuttosto titubante. Ora, capitandomi tra le mani il loro nuovo lavoro (Teoria Del Piano Zero), storco il naso, metto su il disco e ascolto sfiduciato: basta poco per capire che ancora una volta devo ricredermi.

Ad aprire tocca a La Spirale Delle Formiche che, tra strofe quiete e ritornelli vibranti (“pieni”), cresce sempre più, appoggiandosi a buone melodie, essenziali ma efficaci. Grune Linie, subito dopo, con grande impeto si stampa nelle nostre orecchie, con il suo ritornello super catchy e le chitarre a metà tra garage rock e rockabilly (riuscendo nel non facile intento di centrare l’obiettivo “dell’ascolto in loop continuo”). Il Lattaio prosegue tornando su lidi più tranquilli, lasciando maggior spazio alle ritmiche e alle scarne melodie di chitarra mentre Hiroshima, strettamente legata alla precedente (quasi ne fosse la prosecuzione) suona un po’ come se Modena City Ramblers e Calexico si fossero incontrati a metà strada, tra melodie torride e ridotte all’osso, carisma viscerale e finali esplosivi. Laura, leggermente cupa e timida, si sviluppa aprendosi maggiormente nella seconda parte e lasciando brillare la voce femminile. E Così Sia ci schiaffeggia con la sua carica esplosiva (nel caso avessimo osato annoiarci nei pezzi precedenti), scalciando come un cavallo in folle fuga, fino a condurci a Una Risatina Ci Seppelirà (forse il pezzo meno convincente del lotto), nervosa e dalle ritmiche magmatiche. Il Corso Degli Eventi esprime tutta la sua inquietudine affidandosi al basso e giocando nuovamente con i crescendo (senza sbavature o passi falsi). Infine, Teoria Del Piano Zero conclude sballottandoci fra ritmi frenetici che investono come un tir (prima parte) e calore tex-mex in crescendo epico, quasi da film western (seconda parte).

I Lemmings hanno raggiunto una maturità invidiabile. Il disco, corposo sia nei contenuti (i testi si lasciano apprezzare) sia nelle melodie e nella costruzione delle canzoni (una buona abilità nel lavoro di sottrazione, nella creazione di melodie interessanti e nel saper ben dosare i vari artifici dinamici, vedi i frequenti crescendo) ci piace e ci lascia con un senso di gratificazione. Felicissimi del grande passo in avanti fatto, non possiamo che invitarvi all’ascolto.

Voto: 7

TRACKLIST:
01. La Spirale Delle Formiche
02. Grune Linie
03. Il Lattaio
04. Hiroshima
05. Laura
06. E Così Sia
07. Una Risatina Ci Seppellirà
08. Il Corso Degli Eventi
09. Teoria Del Piano Zero

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