Lapplander - Cinemascope 1 - fanzine

Lapplander – Cinemascope

I finlandesi Lapplander sono autori di una proposta che, fin dal titolo, Cinemascope, si presenta come un’ideale colonna sonora intesa ad accompagnare i diversi momenti della nostra vita quotidiana.

Rigorosamente strumentale, quindi, il sound dei Lapplander è un ambient che non smarrisce mai una certa armonia di fondo, scongiurando così l’aumento esponenziale del possibile effetto tedioso che è sempre uno dei rischi insiti in proposte di questa natura.
Il risultato, pertanto, non è del tutto in scia alle sperimentazioni dei precursori del genere, tipo Brian Eno o Harold Budd, che basavano le loro partiture su un’elegante reiterazione di pochi movimenti, rifuggendo del tutto una struttura convenzionale.
Infatti, soprattutto nella sua parte iniziale , Cinemascope è fatto di brevi brani incentrati su passaggi che seguono una linea melodica ben definita e solo nella sua seconda metà le atmosfere si fanno ancor più rarefatte, assumendo connotati più vicini ai capisaldi dell’ambient più canonico.
Inutile ribadire che questo particolare tipo di musica deve essere ascoltata con modalità del tutto differenti rispetto a quelle utilizzate per altri generi e ciò, alla fine, ne costituisce la sua vera peculiarità ma anche il suo limite oggettivo.
Cinemascope rientra a pieno titolo in questa fattispecie e può essere tutto sommato consigliato a chi è già sufficientemente avvezzo a certi ascolti.

Tracklist:
1. Sunset Boulevard
2. The Blind Watchmaker
3. Winter Stream
4. Fog Wanderers
5. Swallow the Moon
6. Winter Stars
7. Splintered Sleep
8. Winter Cathedral

Line-up :
Janne Lappalainen – keyboards, samplers, production
Antti Hermaja – keyboards, guitarrs, flute

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Stefano Cavanna
stefano@iyezine.com

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.