King Mastino


Già spuntata sulle riviste di mezzo mondo, la notizia boom dell’uscita del quinto album dei King Mastino ha scatenato la gioia degli innumerevoli fans!

La formazione di La Spezia (di cui abbiamo già recensito il disco e il disco prima “https://www.iyezine.com/king-mastino-sail-away“) che fa della musica rock una roccaforte del sound nostrano proiettato anche fuori confine, grazie ad alcune strategie messe in atto motu proprio, come rilevato nella chiacchierata realizzata con il bassista dei King Mastino, Massi, autore di tre pezzi del nuovo album. L’intervista si è svolta on-line ed è stato piacevole incontrare, per adesso virtualmente, un rocker di razza come lui, simpatico, schietto e mente efficacemente lucida.

Bob Accio: – Ciao, Massi! Parlaci, per favore, per i lettori di InYourEyes ezine, dello spunto ispiratore che ha investito il progetto MEDUSA.

Massi: – Io e Ale (guitar/vocalist) ci siamo flashati a guardare la serie TV “Black Sail”, è da lì che abbiamo tratto lo spunto; soprattutto ci siamo immedesimati nell’elemento caratterizzante la fiction, il passaggio da una apparente solida posizione di forza e di potere acquisita, sino a ciò che in un attimo fatale, se non stai attento e dai tutto per scontato, potrebbe ribaltarsi e crollarti rovinosamente addosso, finendo di gettarti inevitabilmente nella merda. Stare nella merda però non è eccessivamente un gran male, poiché solo da quello stato puoi ritrovare le forze primordiali per sopravvivere e rialzarti. Rinnovarti. Resta affascinante il punto di vista di un giovane marinaio di quei tempi che partiva in cerca di vita, avventura e possibilità, e rivederlo tornare in patria dopo anni, vecchio, stanco, ferito e alle prese con una differente condizione ed aspettativa; gran metafora della vita che ci ha fatto molto riflettere.

Bob Accio: – Ero giunto alla pensata del telefilm, “Black Sail”, avevo capito che qualcosa vi legava ad esso…

Massi: – Hahahaha, traspare tanto???!!!

Bob Accio: – Veramente, mi sono messo a fare delle ricerche sul web, sebbene non avessi mai visto il telefilm; navigando, sono approdato a questo collegamento.

Massi: – Belin, sei stato minuzioso, ho paura (ride) che ci stroncherai (ride ancora, mi prende bonariamente in giro).

Bob Accio: – No, tutt’altro, te lo garantisco…

Massi: – Beh, ti consiglio di guardarlo, è bellissimo!

Bob Accio: – Non mancherò, grazie, Massi. Comunque tengo a dirti che l’opening dell’album, il pezzo omonimo, è fantastico!

Massi: – Grazie, io ne ho scritti tre, e quello che citi è uno di loro, (risata compiacente).

Bob Accio: – Stamattina mi sono svegliato giusto con quello in testa e subito ho acceso il pc, mi sentivo ispirato per la rece di “Medusa”. Complimenti.

Massi: – Girerò i tuoi complimenti anche ai ragazzi della band.

Bob Accio: – Ascolta, sono incuriosito dal sapere per quale etichetta discografica è uscito il disco, sul retro di copertina del CD vi sono un mucchio di etichette stampate…

Massi: – Infatti, le etichette sono sei: una francese, una spagnola, una svedese, una americana, una italiana, una canadese. Tutte etichette che hanno già lavorato con noi nei precedenti dischi; in tal modo usufruiamo di una ampia distribuzione, poiché ciascuna pensa a distribuire nel proprio paese. Come vedi, Bob, abbiamo sviluppato un personalissimo marketing!

Bob Accio: – Bene, interessantissima strategia, siete lungimiranti. Quindi possiamo dire che è una singola sigla a racchiudere più etichette.

Massi: – Yes, it is! Diciamo meglio: è come se fosse un consorzio a cui piace un prodotto, lo spinge e lo produce lungo il suo raggio di competenza; cosicché, attraverso ciò, riusciamo a suonare in Spagna, Germania, Svezia… il meccanismo fa da traino per agganciare altri paesi esteri ed è probabile che il prossimo anno ci toccherà suonare in Canada e U.S.A.

Bob Accio: – Wow, che figata sarà suonare negli U.S.A!!! Allora suppongo che questo sia stato un felice esperimento?

Massi: – Beh, non solo. Avvalendoci dei rapporti diversificati con varie etichette, tipo “Beluga Records”, “Ghost Highway”, “Savage Music”, abbiamo tirato su anche collaborazioni con altre band, tanto che per gennaio è in programma uno split con DWARS (o The Dwarves, ndr), MONDO GENERATOR e THE CHUCK NORRIS EXPERIMENT, la cui cooperazione va avanti da tre album: MONDO GENERATOR è il gruppo parallelo di Nick Oliveri dei Queens of the Stone Age.

Bob Accio: – Capperi!!! Massi, invece, circa il riscontro di vendite, che mi dici?

Massi: – Ora come ora, un gruppo come il nostro fatica a vendere 800-900 copie, nonostante registriamo sempre il sold out stampandone almeno 1000, di copie; come puoi ben immaginare, per il mercato underground, sono bei numeri…

Bob Accio: – Eh, direi di sì, spaccate di brutto!

Massi: – Con “We Refuse to Sink” fummo il terzo gruppo in quell’anno per vendite in Italia, direttamente in coda a Bologna Violenta e Verdena; più che spaccare ci lavoriamo molto, sia in produzione che in promozione.
L’Italia però risulta essere il mercato più duro; c’è poca cultura rock. Molto indie italiano, cioè a dire, che il garage, il punk, il rock in generale, se non è mainstream non se lo caga nessuno… e talvolta taluni titolari dei locali, i più sfiduciati, ci remano contro. Fortunatamente c’è una frangia di essi che sostiene la causa con passione e fede puntando su artisti originali e di qualità.

Bob Accio: – Sì, lo so, speravo che nel nord Italia la situazione fosse più rosea che nel centro-sud, che lì si concentrasse maggiore interesse; ad esempio è noto che che l’HM ha una buona risonanza dalla Padania in su. D’altronde è pur vero che la proposta musicale nostrana è caratterizzata da un pienone di artisti che suonano di tutto.

Massi: – La tendenza diffusa riflette la preferenza del pubblico medio ad ascoltare le cover band, è interessante sapere che queste percepiscono ingaggi alti rispetto alle band che suonano materiale inedito. Il che mette davvero tristezza.

Noi, King Mastino, abbiamo fatto la scelta di suonare solo 6-7 date in Italia, poi stop! E’ assurdo, facciamo 60-70 date l’anno e in Italia solamente 6 o 7!

Bob Accio: – E’ allucinante!

Massi: – Vale per tutti i gruppi e crea sgomento; pensa che una band amica ha escluso in futuro di suonare in Italia, le ultime loro date sono state poco incoraggianti in termini di partecipazione, ciò è un pessimo incentivo economico oltre che un deterrente all’attività live.

Bob Accio: – Certo, è un dramma. Appare chiaro che occorrerebbe creare un pubblico, interessarlo a fenomeni come la musica inedita, ad ex aequo con la letteratura, purtroppo sappiamo che il nostro paese evidenzia cali sconcertanti nell’approvvigionamento e nella fruizione della cultura.

Massi: – La gente non vuole pagare neanche 5 euro per vedere un concerto…

Bob Accio: – Una fascia di giovani detiene il “bonus cultura” promosso da Renzi del valore di 500 euro… Pure va da sé che se vai al concerto, lì ti prendi un paio di birre, compri il disco della band, metti 5 sacchi di benza, compri le sigarette senza berci su il caffè, figuriamoci l’ammazzacaffè, ahahaha, ed ecco che ti parte gran parte del cinquantone in una serata.

Massi: Sì, vero. Occorre programmare e regolarsi, per avere alto il morale.

Bob Accio: – In relazione ai concerti, organizzare una tournée è difficoltoso? Se sì, perché?

Massi: – Per l’estero non ci sono problemi, abbiamo un booking in Spagna eccezionale, anche in Germania; in Italia abbiamo dovuto faticare un bel po’ per trovare un serio e valido partner che ci affiancasse nella pianificazione dei live; lampante che la situazione qui è un po’ precaria, vi si presta poca attenzione a questo settore e si lavora molto male, evidentemente i manager/promoter non credono troppo nelle possibilità che offre la musica originale; ma mi pare che così torniamo al punto iniziale: dove non c’è interesse non c’è guadagno, né fermento.

Bob, ti sparo le prossime date dei KING MASTINO, mi raccomando lettori di InYourEyes fatevi sentire in massa: suoneremo il 23/12 alla Skaletta (SP), poi il nuovo anno saremo a Firenze, Parma, Torino, Verona e Pordenone; e se nel frattanto uscissero un paio di date al sud, sicuro ci ritorneremo entusiasti; l’ultima data meridionale risale a 5 anni fa, a Lecce, e pensa te, tre anni fa nell’Urbe.

Bob Accio: – Sebbene la legge e il poco interesse stanno tentando di decimare il substrato indipendente dei club, che in questo ultimo quindicennio ha registrato fervente impulso e crescita, fortunatamente pullulano molteplici associazioni culturali che si sono affacciate alla promozione di contenuti alternativi e di aggregazione, pronte a supportare anche palchi per la musica dal vivo, a discapito del fatto che diverse di queste prosperano in minutissimi locali…

Massi: – Già, evviva, ma il problema diventa mettere assieme tre date di fila…. evitando scrupolosamente di scendere al di sotto di un TOT di euro a live!!! Sono consapevole delle piccole realtà così importanti per tutto il discorso indie e a favore.

Comunque il pubblico è ostico, ha bisogno di riconoscere cose per lasciarsi andare, chiaro che se riconosce la cover allora balla; ancor più chiaro (solo per loro però) è che se suoni roba tua non muovono il culo… e la cosa è molto strana.

Bob Accio: – Come vedi in prospettiva questi dieci anni di militanza nei King Mastino, tra live, prove costanti in studio, lavoro, famiglia… Inoltre, il vostro ultimo sembra dipingere uno scenario sonico in cui la componente australiana è molto sentita (cori, giri di chitarra, assoli), certo strettamente imparentata col Detroit Rock: siete in contatto con qualche ezine o etichetta di quel continente?
Massi: – Il nostro sound, ormai ribattezzato da tanti SAILOR ROCK, prende a piene mani dal sound Aussie e dal Detroit Rock, devo dire che in passato traeva ispirazione dallo Swedish sound, cosa che ora si percepisce più lievemente; abbiamo avuto la fortuna di poter suonare con i Radio Birdman e siamo rimasti in contatto con Dave Katley che ha suonato sul nostro disco un pezzo; diciamo che ci sentiamo in debito verso quei tipi di sound.
In prospettiva credo che suoneremo ancora, finché sentiremo di avere idee da proporre o non ci romperemo il cazzo di viaggi lunghi e ore di prove (risata)! Credo che resteremo nella mischia ancora per un po’, abbiamo ancora voglia di ballare (ride).

Bob Accio: – Testi, ritmiche, assoli. Come e dove nascono i pezzi di MEDUSA? Tu ne hai scritti tre, dei restanti pezzi a chi la paternità?
Massi: – I pezzi dei King Mastino nascono in sala prove, solitamente qualcuno ha un idea, quindi si comincia a lavorare assieme alla costruzione del pezzo: Ale è quello che porta più idee e i testi li scrive solo lui, può capitare, come nel caso di “Medusa”, di mettere a fuoco un argomento, però poi le parole sono roba sua.

Bob Accio: – Quanto è importante sentirsi ROCK per suonare ROCK?
Massi: – Per fare rock, DEVI essere rock; sembrerebbe una banalità dirlo così. Un conto è se parliamo di mainstream, dove suonare rock diventa un lavoro a tutti gli effetti e lo vivi come vuoi; sei un personaggio, e l’abbigliamento, lo stile di vita, ogni eccesso o stravaganza, passano inosservati perché codificati dall’esterno come normali.
Se, invece, sei un rocker che suona ad un livello che non ti permette di vivere di musica, rimani prigioniero della passione per il rock e non puoi nasconderla: lo stile di vita, andare in tour, registrare dischi, vengono viste dai tanti come cose assurde che non si capiscono. Esiste pure una frangia di appassionati che si palesa a giorni alterni, cioè, va a lavorare con maglioncino e scarpe lucide tutta la settimana e poi al sabato veste i panni del rocker – uscire con il chiodo e gli orecchini – ma diventa una maschera così. Si vive il rock ogni giorno, devi essere come ti senti. Io mi sento bene con chiodo ed orecchini tutta la settimana, ai matrimoni, ai funerali, alle udienze con i professori dei miei figli; bisogna vivere le passioni con sincerità, qualsiasi esse siano.

Bob Accio: – Bene. Ti do ragione. Condivido il tuo punto di vista.
Massi: – Per forza… sei un fottuto rocker! (risatona)

Bob Accio: – Andreste a suonare al concerto del 1° Maggio a Roma?
Massi: – Suoneremmo ovunque! Al 1° Maggio sì, per vicinanza di idee, ma anche a Sanremo. Non mi spaventa il luogo o il pubblico, mi spaventerebbe se ci impedissero di suonare la nostra musica; ma piuttosto, vorrei si respirasse più Rock ovunque.

Salutiamo e auguriamo Buone Feste a Massi, ai lettori di IYE ezine e ai King Mastino, che tramite Massi, ricambiano di cuore.

 

 

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