JULIE MET – OUT OF SIGHT


Recensione

Si riaffacciano sulla scena i Julie Met, da Bologna, intenzionati col loro EP "OUT OF SIGHT" a far vedere quanta stoffa hanno da vendere; il ben progettato lavoro oltre ad avere qualche asso nella manica, gode di una stabilità musicale ben centrata sul blend di funk, R&B and soul e da lì trascinata su Marte dalla splendida voce di Giulia Matteucci.

Non so se c’è ancora gente che suona funky alla naturale maniera dei Julie Met, una sorpresa, il gruppo sfila da qualche giorno sul mercato discografico con l’EP dal titolo “Out of Sight”, ma è evidente il fatto che qualcosa di manieristico è incluso nella visuale divisione “grafico a torta” delle influenze, si avverte senza fatica, anzi, potrei dire che i ragazzi lo fanno proprio apposta, poiché insito nel loro DNA campeggia la dichiarazione d’amore per il funky, che per parte classica me li avvicina, lo subodoro, alla raffinatezza della AWB, i principi del funky bianco, che, non occorrerebbe ricordarlo, sono i figli dei Re del black funky!
Costruito lo scheletro della creatura Julie Met, occorre rivestirla di tessuto tegumentario sensibile e robusto, precisamente Soul & Rhythm & Blues, dove il Soul entra fin dentro le finiture extra ed il R&B si tende nel muscolo sottocutaneo, gli optional sono lasciati agli accessori di lusso: hip hop e tastiere.
Ed eccola creata la Lady del genere descritto, Miss Julie Met!
Ad insufflarle vita ci pensa la cantante Giulia Matteucci, dalla sua ugola incontenibile schizza fuori tanta sensualità ed una carica energetica di rinomata classe – cioè, propria di quella genìa di artisti che la posseggono – , su di lei il tratto più coinvolgente della musica, non solo appariscente, ma vigorosamente tenace da tenervi idealmente al guinzaglio i suoi fidi e prodi cavalieri, paragonabili alle essenze che convivono in Lei, ciascuno con le proprie peculiarità decisionali, vale a dire, le partiture caratteriali.
La chitarra di Nicola Marobin rappresenta l’estro e la versatilità, il basso di Marco Bedori la tempestività e la calma, la batteria di Roberto Trebo infonde precisione e tatto. Lo charme e la temperatura sono invece elargiti da Gianluca Tagliavini, le cui gradazioni di stile e la punteggiatura tastieristica (avvincente l’hammond, passionale il piano e vivace il synth) sono la punta di diamante della band. Conosciamo il Tagliavini per alcuni precedenti, tra cui un album e tante collaborazioni in vista, soprattutto con la PFM, dove dal 2006 al 2012 ha sostituito in pianta stabile Fabio Premoli.
Gocce di profumo sono instillate dallo scretch di Dj Nersone…

Ecco i 6 pezzi che definiscono OUT OF SIGHT:

1. “Out of sight” afferma la voce sanguigna e tirata di Giulia Matteucci, nonché la buona grana funky, invece il soul appartine ad entrambi.
Pezzo di classe dall’aria high heels, evoca ambienti fine ’70, complici i tastierismi (synth compreso), e modernità hip hop, opera degli scratches di Dj Nersone! Il pezzo scorre via su breve assolo di chitarra; chitarra messa in luce grazie anche alle apprezzate e ben assestate pennate ritmiche che col basso funkeggiano con stile.

2. In “Dinner with your love” si parte a luci basse, la cantante si muove su posizioni intime prima di innescare il gioco di voci che si fa seriamente accattivante, accompagnando anch’essa il ritmo, generandolo e guadagnando giogo sugli strumenti. Sprazzo ad effetto caldo dell’hammond che duetta col piano. Funky rhythm and blues.

3. “La ruvidità funk di “Nevermind”, terza canzone di “out of sight”, ha solo bisogno di esplodere dai coni delle vostre casse… il pezzo è valorizzato dal synth e dall’hammond di Gianluca Tagliavini, affiancato dagli scratches di Dj Nersone aka Ciccio B. “, ciò detto per bocca di JULIE MET e della sua bella voce che parte a spron battuto. Sussiste efficienza seduttiva, sentita melodia, pedale wha wha, effetti hip hop; per me, quasi un funky rappato.
La chitarra spende la sua presenza pulita, distinta e magnetica.

4. Filastrocca dal potere sognante e fresco che offre distensione, i ricamini di tutti gli strumenti portano a passeggio l’ascoltatore in un fantasioso mondo pregno d’immaginazione; dolce classe. Sul filo del reggae jazz transita “Opposite view”.

5. “Lay down”. Interpretazione dall’intuito pop jazz: la loquacità del cantato elargisce la differenza emotiva, i sensibili vocalizzi disegnano la comunicazione intimista mixata a leggere prese d’aria da dove alleggerire il delicato carico di intensità profusa dalla mimica vocale. Minimali i tocchi di batteria e i graziosi accenti di organo e basso; note impercettibili di piano concludono un ottimo pezzo.

6. Guitar da blaxploitation infila le coloriture funk che sostengono il ritmo, c’è un alleggerimento della tensione verso la melodia, sebbene sia la voce che crea le dinamiche che punteggiano (inchiodano?) la macchina precisa della ritmica, pare di sentire in “Too many words” Auger alle tastiere in duetto con Tagliavini e la Matteucci in trio con Nikka Costa e Joss Stone, un brivido affiora. Tripudio!

TRACKLIST
1. Out of sight 03:32
2. Dinner with your love 04:42
3. Nevermind 02:59
4. Opposite view 04:00
5. Lay down 04:55
6. Too many words 03:32

LINE-UP
Giulia Matteucci – voce
Nicola Marobin – chitarra
Marco Bedori – basso
Roberto Trebo – batteria

Produzione – Riccardo Negrelli e Andrea Scardovi.
Artwork – En Kružíková e Toi Giordani.

URL Facebook
https://www.facebook.com/juliemet.music/

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1 Comment

  1. Bob Accio
    11 ottobre 2017
    Rispondi

    Sono stato di manica stretta, credo che un bel 8 non guasti in fin dei conti.

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