Jointstereo – Circles. EP

I Jointstereo convincono pienamente nell’arco dei pochi minuti a loro disposizione.

Jointstereo – Circles. EP 1 - fanzine

I russi Jointstereo tornano dopo alcuni anni con questo Ep breve, ma del tutto sufficiente ad esibirne le indubbie capacità.

In sede di presentazione il sound della band (in realtà oggi ridotta ad un duo composto da Arthur Shakhbazian e Yuri Khartiunov) viene definito, in maniera invero un po’ complessa, come atmospheric progressive post-metal/rock: esemplificando al massimo, chi ha presente l’ultimo album dei Nocte Obducta, ed ancor più quello della loro costola Dinner Auf Uranus, potrà avere le idee più chiare su quanto attendersi da questi diciassette minuti di ottima musica.
La bontà dell’operato dei Jointstereo risiede, intanto, nell’aver scongiurato quella stucchevolezza che spesso rappresenta la maggiore insidia per chi propone questo particolare stile musicale; i nostri cercano sempre soluzioni melodiche non scontate ma ugualmente fruibili con un certo agio e non c’è dubbio, però, sul fatto che un brano come Ouroboros creerà notevoli aspettative in chi intende seguire con attenzione le mosse future del duo di Krasnodar: di rado, infatti, è dato ascoltare passaggi così coinvolgenti dal punto di vista emotivo, come avviene in occasione dell’assolo di chitarra che marchia indelebilmente il brano nella sua parte centrale.
Molto bella anche Fractal Universe, dall’andamento più nervoso, mentre più intricata appare la conclusiva Circles Pt.2 (la Pt.1, che apre l’Ep, è invece un breve brano dall’impronta acustica), nel suo assimilare diverse influenze dando spazio ad una rabbia tenuta fino a quel momento sotto traccia.
Davvero bravi, quindi, i Jointstereo, capaci di convincere pienamente nell’arco dei pochi minuti a loro disposizione.

Tracklist:
1. Circles, Pt. 1
2. Ouroboros
3. Fractal Universe
4. Circles, Pt. 2

Line-up:
Arthur Shakhbazian – vocals, lyrics, music, programming
Yuri Khartiunov – guitars, music, back vocals, programming

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Autore: Stefano Cavanna

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.

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