Intervista Dall’altra parte E adesso parlano le modelle

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Questo mese volevo cambiare e ho pensato “perché invece di intervistare l’ennesimo fotografo non mi dedico a chi sta dall’altra parte dell’obiettivo?”
Siamo sempre qui a sentire sproloquiare Tizio, Caio o Sempronio della propria idea di fotografia che mi sono chiesta cosa pensasse il soggetto/oggetto di tali speculazioni.
Semplice curiosità che dovevo assolutamente soddisfare:
4 modelle
5 domande
4 modi diversi di percepire se stesse e il mondo
4 brani tra cui scegliere come colonna sonora di questa intervista multipla

Ve le presento, sono Bettie Blue, EddGein, Marikabunnyisabelle, Anitaregina 666.

Vi lascio alle loro parole.

A presto.

Betty Blue (Foto © Alexader Gonzalez Delgado)

Az: Chi sei, cosa fai, perché lo fai, dove lo fai

Be: Sono Bettie Blue, ho 23 anni e abito a Milano da 3 anni. Fino a poco tempo fa lavoravo come barista. Una professione che mi ha reso molto forte e mi ha permesso di mantenermi da sola. Ora ho preso una pausa dal lavoro per dedicarmi a me stessa e alle mie passioni: la musica e la fotografia. Penso che volendo o non volendo abbiamo tutti un dovere sociale nei confronti della società futura e presente. Io personalmente ho bisogno di creare e di trasmettere un messaggio. Questo è il mio obbiettivo nella vita ed il mio dovere sociale. Mi sono armata di libri, pellicole e macchina fotografica e mi sto divertendo molto. Per quanto riguarda la musica ho iniziato a frequentare la scena techno a Milano, anche lavorando ad alcuni eventi. Quindi se mi chiedono cosa sto facendo nella vita rispondo che ballo e fotografo, e mi diverto non poco devo dire.

Az: Come è iniziato il tuo percorso di modella?

Be: Tutto è iniziato così: una sera ero a un’inaugurazione di un negozio di hairstyling a Milano, ero lì come hair model e il fotografo incaricato di fare le foto dell’evento mi ha invitato a partecipare a un suo progetto personale di ritratti. Dopo che sono state pubblicate queste foto altri fotografi mi hanno contattata e piano piano ho portato avanti questo percorso che è stato per me una terapia.

Az: Come ti ha cambiato posare se lo ha fatto. (per esempio nel modo di apporcciarti al tuo corpo e alle altre persone)

Be: Non ero capace di vedere me stessa per intero. Facevo fatica a vedere la mia essenza. Spesso quando vedevo delle foto dopo uno shooting pensavo “ecco, questo fotografo è stato in grado di leggermi e catturare la mia essenza, io sono così, sono come in questa fotografia”. Poi ho capito che quella che vedo nella fotografia è la mia essenza deformata dal filtro del fotografo. Unendo, uno dopo l’altro, i filtri dei vari fotografi ho colto delle sfaccettature di me stessa che altrimenti non avrei avuto modo di vedere. Ho ricercato (e sto ricercando) il denominatore comune di tutte le fotografie che mi sono state fatte, e così ho conosciuto la me che prima non vedevo per intero.

Az:Com’è vedersi ogni volta in un modo diverso a seconda del fotografo. Ti rispecchi in quello che vedi?

Be: Questo percorso mi ha aiutato non solo a conoscermi ma anche ad apprezzarmi e a valorizzarmi. Ora quando guardo l’obbiettivo non penso più a piacere al fotografo o a chi vedrà la foto. Ora penso che dietro all’obbiettivo ci sia il mondo intero e io gli urlo “amati”. Farmi fotografare mi ha insegnato ad amare me stessa e gli altri, e spero che questo messaggio arrivi anche alle persone che vedono le mie fotografie.

Az:Una tua opinione sul filone delle foto della mano del fotografo in bocca/sul seno/sul sedere della modella

Be: Partendo dal presupposto che si parli di situazioni in cui il fotografo chiede alla modella di poterla toccare mentre la fotografa e che la modella accetti, penso che un bravo fotografo sappia mettere se stesso nella fotografia senza bisogno di farlo fisicamente. Se vedo una fotografia che ritrae il seno di una ragazza toccato dalla mano del fotografo, ci vedo solamente l’ego del fotografo. Se invece tra modella e fotografo c’è un certo tipo di rapporto e si vuole enfatizzare quello, ha un senso. Purtroppo però c’è chi se ne approfitta. Ci sono situazioni in cui i fotografi non chiedono il permesso. Capita che delle ragazze che hanno iniziato da poco a fare la modella sono disposte a troppo pur di essere pubblicate da fotografi che magari hanno un certo seguito. Vedono che altre modelle lo hanno fatto con lui e quindi lo fanno anche loro, credendo sia una cosa normale. Se domani dovesse capitare che un fotografo mi tocchi il sedere durante uno shooting come minimo si becca una denuncia. Detto questo penso che ci sono cose che puoi fare solo se sei un grande artista, o comunque se lo fai in modo puro. Ci sono cose per cui devi essere sicuro di quello che fai, altrimenti risultano patetiche e senza senso. Devi sapere quello che fai. Devi essere consapevole, per quanto possibile, di quale sia la tua posizione all’interno dell’ambito in cui operi.

Instagram – https://www.instagram.com/bettieblue__/?hl=it

Pink Floyd – Echoes

EddGein (Foto © Luca Mata)

Az: Chi sei, cosa fai, perchè lo fai, dove lo fai

Ed: Sono una persona normalissima di nome Alice. Quest’estate ho finalmente superato la maturità (un po’ in ritardo) e ora sto vivendo il punto interrogativo che è la mia vita. Devo ancora capire qual è la mia strada e quali dovranno essere i miei obiettivi; il mio essere una persona ansiosa e indecisa rende il tutto molto difficile.

Az: Com’è iniziato il tuo percorso di modella?

Ed: Puramente per caso, mai mi sarei aspettata di posare davanti a qualcuno. Avevo aggiunto tra gli amici di Facebook un fotografo delle mie parti che aveva scattato con delle amiche/conoscenti. Un giorno mi ritrovo un suo messaggio in cui mi proponeva di posare e, perchè no?

Az: Come ti ha cambiato posare, se lo ha fatto? (Es. nel modo di approcciarti al tuo corpo e alle altre persone).

Ed: Non sono mai stata una persona sicura di sè, l’autostima l’ho sempre avuta sotto i piedi; ancora adesso, seppur siano passati 3 anni, guardo ogni mia fotografia sempre con un occhio un po’ autocritico. Ma ho imparato ad accettare il mio corpo così, nella sua integrità: pregi, difetti, tatuaggi, cicatrici, curve..
Per quanto riguarda l’approccio con le persone, la fotografia mi ha aiutata tantissimo a conoscerne molte (mi riferisco al mondo fotografico) e ad essere sincera, non è sempre stato un fattore positivo. Inizialmente, sarà per l’entusiasmo, sentivo il bisogno di conoscere più persone possibili, poi mi sono resa conto che non aveva alcun senso accumulare una marea di rapporti di conoscenza del tutto superficiali e di cui mi interessava veramente poco. Sono più per i “pochi ma buoni”.
Poi per la maggior parte dei casi, al di fuori della fotografia, sono le altre persone che hanno chiuso i rapporti con me o partono prevenuti, soprattutto nella mia città, semplicemente per il genere che tratto.

Az: Com’è vedersi ogni volta in un modo diverso a seconda del fotografo. Ti rispecchi in quello che vedi?

Ed: Nella fotografia quello che cerco è proprio questo: le visioni differenti dei vari fotografi. I diversi modi di approccio, le loro capacità nel tirare fuori lati di me che nemmeno conoscevo. Ovviamente non sempre mi rispecchio in quello che vedo, non si riesce sempre ad entrare in sintonia con tutti, difatti sono diventata molto selettiva proprio perchè se non c’è “feeling” per me è un lavoro del tutto inutile.

Az: Una tua opinione sul filone delle foto della mano del fotografo in bocca/sul senso/sul sedere della modella.
Io non ci vedo nulla di male nel contatto fisico tra modella e fotografo anzi, il tutto è molto più coinvolgente e reale ma questa sensazione non la provo quasi mai nella maggior parte degli scatti di questo genere che vedo scorrendo sulla home dei vari social. Per fare determinate foto c’è bisogno di una certa intimità e complicità, non basta poggiare il dito in bocca o la mano sulla chiappa per renderlo “reale”. Il background è del tutto sbagliato. Sono foto costruite male, non trasmetto assolutamente nulla. Il più delle volte mi trasmettono solo fastidio.

Instagram – https://www.instagram.com/eddgein/?hl=it

Nicolas Jaar – Space Is Only Noise If You Can See

Marikabunnyisabelle (Foto © Stefano Sgambati)

Az: Chi sei, cosa fai, perché lo fai, dove lo fai

Ma: Mi chiamo Marika (sui social marikaisabellebunny o marikabunnyisabelle), sono una fotomodella italo-polacca, vivo a Torino e faccio fotografia erotica.

Az: Com’è iniziato il tuo percorso di modella?

Lo faccio da circa 3 anni, perché prima ho passato 10 anni molto bui nel mondo della psicologia e della psicoanalisi (facoltà di psicologia clinica e dopo la laurea scuola di specializzazione in psicoterapia psicoanalitica), che mi hanno allontanato dal mondo dell’arte e della creatività, ma soprattutto da me stessa.
3 anni fa ho deciso di abbandonare il mondo della psicoanalisi, mi sono riavvicinata all’arte e così ho sentito di nuovo il bisogno di esprimermi.
Ho sempre amato il sesso più di ogni altra cosa e amo anche la fotografia, perciò nel mio caso è semplicemente sfociato tutto in modo naturale nella fotografia erotica.

Az: Come ti ha cambiato posare, se lo ha fatto? (Es. nel modo di approcciarti al tuo corpo e alle altre persone).

Ma: Non credo che la fotografia mi abbia cambiato nel modo di approcciarmi al mio corpo e agli altri. Piuttosto, è il mezzo che mi è servito proprio per comunicare il modo in cui mi relaziono agli altri e a me stessa. Ho sempre avuto un rapporto molto strano e ambivalente con il mio aspetto, perché da una parte io mi sono sempre vista brutta e piena di difetti, ma dall’altra ho sempre ricevuto una marea di complimenti e attenzioni, avuto moltissime esperienze con parecchi ragazzi e ragazze e per il mio ragazzo ho rappresentato per anni il suo sogno erotico assoluto prima che ci innamorassimo e mettessimo insieme. Da quando faccio la fotomodella ovviamente tutto questo si è amplificato ancora di più, soprattutto anche attraverso i vari social, ma ormai ho capito definitivamente che non riuscirò mai a vedermi “strafiga” e “super sexy” come mi vedono gli altri, il mio aspetto continuerà sempre a mettermi parecchio in crisi.

Az: Com’è vedersi ogni volta in un modo diverso a seconda del fotografo. Ti rispecchi in quello che vedi?

Ma: Questa è stata una delle prime cose che mi ha affascinato venendo fotografata: il fatto che ogni fotografo/a ti vede in modo diverso e quindi puoi percepire l’immagine che riflettono i suoi occhi come più o meno vicina all’immagine che hai di te. In genere mi disturba non riconoscermi o comunque non rispecchiarmi in quello che vedo, ma quando succede, o si tratta di lavoro, oppure di una collaborazione non andata pienamente a buon fine. In ogni caso, quanto più l’immagine che il/la fotografo/a ha di me si avvicina al modo in cui io stessa mi vedo, tanto più ci saranno una sintonia, un senso estetico e una sensibilità comuni alla base, e tutto questo per me è fondamentale.

Az: Una tua opinione sul filone delle foto della mano del fotografo in bocca/sul senso/sul sedere della modella.

Ma: Quando ho iniziato a fare questo tipo di scatti quasi 3 anni fa, non c’era ancora stato un vero e proprio boom. Ho fatto molti scatti così soprattutto con Stefano Sgambati e sono piaciuti moltissimo. Anch’io li trovo particolarmente intensi, mi piace l’impatto visivo, l’eliminazione del confine tra soggetto fotografante e fotografato attraverso l’interazione diretta tra i due, ma tutto ciò non è possibile se di fondo non c’è come minimo quella serie di caratteristiche comuni a livello di sensibilità, estetica, ecc. A livello di contatto diretto preferisco comunque scattare in coppia con altre modelle, è questo il tipo di interazione che preferisco. Tuttavia, quando è possibile, mi piace che anche il/la fotografo/a si inserisca nell’interazione tra me e l’altra ragazza.

Instagram – https://www.instagram.com/marikabunnyisabelle/?hl=it

Norma Jean – If You Got It at Five, You Got It at Fifty


Anitaregina666
Az: Chi sei, cosa fai, perché lo fai, dove lo fai

An: Mi chiamo Valentina, ho 19 anni e per ora lavoro nella ferramenta dei miei genitori.

Az: Com’è iniziato il tuo percorso di modella?

An: Il mio percorso di modella è iniziato dopo aver creato il mio secondo profilo Instagram Anitaregina666 a maggio del 2016. Stavo parlando con un mio conoscente delle foto che non potevo condividere sul mio profilo Instagram personale e mi ha proposto di crearne uno nuovo. Le foto di cui stavamo parlando erano foto più “spinte” rispetto a quelle che avevo pubblicato fino a quel momento.
Beh, ci ho provato, ho cominciato a pubblicare le foto e dopo circa un mese mi ha scritto un fotografo. Mi ha chiesto se volevo posare per lui nuda e fare anche foto più spinte. Ho accettato perché era un’occasione che non potevo rifiutare. Mi è sempre interessata la fotografia e il corpo umano, ma soprattutto quali sentimenti e reazioni le foto, in base ai punti di vista, luci o ombre, possono suscitare. Inoltre il mio corpo dai 14 anni è cambiato e, nonostante non rientri nei canoni della bellezza che viene mostrata in tv o sulle riviste, ho voluto vedere come poteva risultare in fotografie scattate da qualcun altro.
Quando ho visto le foto ero molto contenta, il fotografo era riuscito a tirare fuori una parte di me che fino a quel momento non avevo mai visto e mi sono piaciuta. Dopo averle pubblicate ho avuto reazioni positive dai pochi follower che avevo, sono stata contattata anche da altri fotografi e ho deciso così di continuare.

Az: Come ti ha cambiato posare, se lo ha fatto? (Es. nel modo di approcciarti al tuo corpo e alle altre persone).

An: Posare credo mi abbia cambiata.
Ad esempio il modo di vedere il mio corpo; sono molto più a mio agio con ciò che prima odiavo perché, come fanno molte ragazze, guardavo gli stereotipi che ci fanno vedere alla televisione o sui giornali. Ora invece accetto le mie curve, le smagliature, le cicatrici, il mio seno o i miei grandi fianchi. Prima invece no.
Ho anche notato un miglioramento nelle relazioni con le persone; ammetto di essere timida (dalle foto non sembra, lo so) però da quando ho cominciato a posare ho viaggiato spesso, ho conosciuto nuove persone, ho incontrato tanti fotografi e ho parlato con loro di me e della mia vita, dei miei interessi e delle mie passioni. Riesco anche a parlare dei miei interessi in ambito sessuale molto liberamente con chi conosco, cosa che prima non facevo.

Az: Com’è vedersi ogni volta in un modo diverso a seconda del fotografo. Ti rispecchi in quello che vedi?

An: Ogni shooting è diverso, come i diversi modi di fotografare. Ogni fotografo ha il suo stile e lo rispetto. Non cerco mai di imporre nulla e seguo ciò che il fotografo mi chiede, nei limiti. Detto ciò, sono sempre molto curiosa di vedere le foto perché potrei scoprire qualcosa di me e del mio corpo che non avevo mai visto. Oppure scoprire che nuove sensazioni posso trasmettere a chi guarda le mie foto.
Di sicuro attraverso le foto ho capito che ciò che traspare è Anita e non Valentina; è come se fosse una parte nascosta di me che sta uscendo fuori o che si vede solo attraverso le fotografie grazie ai diversi fotografi. Quindi se il fotografo riesce a fotografare Anita ha fatto un buon lavoro.

Az: Una tua opinione sul filone delle foto della mano del fotografo in bocca/sul senso/sul sedere della modella.

An: Per quanto riguarda le fotografie in cui il fotografo tocca la modella, devo dire che attirano molti follower; ho fatto foto di questo genere ma sinceramente non mi entusiasmano molto, sono foto viste e riviste. Ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma di sicuro non farò altre foto di questo genere. Non mi suscitano emozioni.

Instagram – https://www.instagram.com/anitaregina666/?hl=it

Charlotte Gainsbourg – Deadly Valentine

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