guano padano-2

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Alessandro “Asso” Stefana, Zeno De Rossi e Danilo Gallo (Guano Padano) ritornano (a un anno di distanza dal 7” Lee Van Cleef e a tre dal debutto sulla lunga distanza – Guano Padano, 2009), con 2. Il nuovo lavoro, denso di calore, abilità tecnica e passione, galoppa veloce lungo tutte e tredici le tappe che lo compongono, rivelando spesso piacevoli sorprese

L’apertura (Last Night), grazie ai soffusi arrangiamenti e al delicato susseguirsi di note di pianoforte, è delle più evocative, mentre la successiva Zebulon, tra campane a morto, chitarra veloce e graffiante, ritmiche serrate e ribollenti, elettrizza e appassiona. One Man Bank, giocando prevalentemente sul suono squillante del banjo e su quello caldo e scuro della chitarra, scorre assolata e morbida, dando l’impressione di essere come in cima a un canyon, ad osservare il susseguirsi delle vallate e dei deserti inesplorati. Il piglio più assolato e surf di Gran Bazaar, coinvolge grazie al battere di mani e al dialogo quasi orientale fra sei corde e clarinetto, ma Gumbo, pezzo molto riflessivo e introverso, capovolge la situazione con il suo malinconico pianoforte ramingo, disperso insieme a batteria, trombone e chitarra su territori jazz. Bella Vista torna solare, mostrando una incontenibile vivacità (i colpevoli sono banjo e viola) mentre Lynch (come non vederci un tributo al regista) crea contesti venati di inquietudine, adagiando gli strumenti sul morbido suono della drum machine. Miss Chan, dal suono decisamente orientale (nonostante sia un banjo a suonare) passa a gravide chitarre surf e a intensi assoli (Marc Ribot), lasciandoci al caldo crepuscolare di El Cayote e al suo deserto al tramonto. Con Prairie Fire, arriva la notte orrorifica infestata da sirene ansiogene e da voci roventi (Mike Patton), ma il risveglio è dei più rassicuranti: Nashville ci accoglie con la sua delicata morbidezza, tra lievi echi di chitarra e stanche ritmiche di batteria. Un Occhio Verso Tokio, infine, con il shakuhachi a delineare sonorità nuovamente volte all’estremo oriente, scorre delicata e circospetta, raffinata e vigile, tra momenti di distensione e improvvisi irrigidimenti, lasciando a Sleep Walk (Santo & Johnny) il compito di concludere.

I Guano Padano ritornano nelle orecchie di tutti con un disco che passeggia con disinvoltura su livelli qualitativi più che elevati. Le canzoni, oscillando tra raffinatezze jazz a delicati echi orientali, (passando per chitarre surf e passione per il deserto) scorrono rapide e intense, senza mai mostrare cedimenti; tredici pezzi che si lasciano ascoltare e riascoltare, confermando l’incredibile caratura di questi tre musicisti.

Link Soundcloud: http://soundcloud.com/tannenrecords/guano-padano-one-man-bank

TRACKLIST:
01. Last Night
02. Zebulon
03. One Man Bank
04. Gran Bazaar
05. Gumbo
06. Bella Vista
07. Lynch
08. Miss Chan
09. El Cayote
10. Prairie Fire
11. Nashville
12. Un Occhio Verso Tokyo
13. Sleep Walk

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