Graven Dusk – Graven Dusk

Graven Dusk – Graven Dusk 1 - fanzine

Graven Dusk – Graven Dusk

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La oneman band canadese Graven Dusk, con questo primo lavoro autointitolato,  propone un black-depressive dalle venature doom e dalla ampie aperture ambient ricco di momenti pregevoli e, soprattutto, di grande equilibrio.

La bontà dell’operato di Evil Lair, il musicista del Quebec titolare del progetto, è in gran parte dovuta al gusto melodico che, ben distribuito lungo tutto l’album, si rivela il grimaldello fondamentale per penetrare all’interno delle difese di chi ascolta, immergendolo in quelle atmosfere cupe che la produzione caratterizzante questo tipo di uscite contribuisce ad accentuare.
Infatti, nonostante il consueto scream-growl che sembra provenire da chissà quale recondito anfratto, il disco propone con buona continuità atmosfere davvero pregevoli e costantemente oscillanti tra malinconia e disperazione.
Ben più efficace di molti colleghi più accreditati, Evil Lair con Graven Dusk chiarisce una volta per tutte che linearità e semplicità sono un pregio e non un limite, tanto più in un genere nel quale la pretenziosità si rivela nient’altro che l’anticamera della noia.
Bellissimo lavoro, magari non proprio consigliato a chi vuole ascoltar qualcosa di spensierato, ma sicuramente adatto, invece, a chi possiede un animo più contemplativo e non disdegna di crogiolarsi di tanto in tanto in atmosfere malinconiche.

Tracklist:
1. In a Dismal Mist
2. Shrouded in Darkness
3. Upon Funerary Winds
4. Thy Somber Dirge
5. Solitude
6. Veils of Remembrance

Line-up:
Evil Lair – All Instruments, Vocals

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Stefano Cavanna
stefano@iyezine.com

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.

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