Fucked up – One day

Fucked up – One day

Nuovo disco per i canadesi Fucked Up, dopo cinque anni dal precedente “Dose you dreams”, sempre su Merge Records. Gli Fucked Up sono un gruppo i ngiro dal 2011, dei veri e propri veterani della sena dell’hardcore melodico con forti venature pop, ovvero abrasività ma anche un grande senso della melodia.

Nel corso della loro parabola musicale il gruppo è uscito quasi sempre al di fuori della comfort zone del punk pop per cercare nuove vie sonore, cercando di andare oltre ai soliti triti e ritriti cliché, cercando di fare qualcosa di molto personale ed originale.

Con questo nuovo lavoro su Merge Records il gruppo ha definitivamente imboccato la strada del pop, con pezzi molto ritmati con in alcuni casi anche alcune orchestrazioni. Il suono di ” One day” è molto caldo e anche strano da un certo punto di vista, dato che ci porta alla deriva, molto lontano rispetto alla nostre credenze musicali, in un mare accogliente ma che ci gira fra le onde fino a farci perdere l’orientamento. Siamo abituati a pensare per generi e se abbiamo incasellato i Fucked Up nell’alveo del punk hardcore allora ci aspettiamo sempre qualcosa di simile, mentre questo è un album pop nel cuore e nel suono.

Il gruppo di Toronto ci propone un pop altro, con suoni particolari e molta dolcezza, quasi un alleviare il dolore, con un leitmotiv che è anche il titolo del disco: cosa faresti se fosse il tuo ultimo giorno di vita ? Da questo assunto sempre attuale e non macabro per l’uomo, dato che la morte è altrettanto naturale come la vita ma viviamo nella società più tanatofobica della storia, i nostri partono all’esplorazione con il loro suono e la loro voglia di fare qualcosa di diverso.

Il cantante Damian Abraham è tornato a scrivere i testi dopo la pausa che si era preso dalla scrittura nello scorso disco, ed il suo tocco nei testi si sente. ” One day” parla della caduta, dello rialzarsi e del cercare di no farsi e fare del male, insomma tratta della nostra vita, e ci sono momenti di grandissimo pop rock come nella traccia “Falling right under”, un pezzo assai strano per le nostre orecchie all’apparenza, ma che invece è ottimo e suona benissimo anche attraverso i contrasti fra la musica dolce e la voce graffiante di Abraham.

Il gruppo è conosciuto per la sua capacità di costruire canzoni assai lunghe e concerti anche di dodici ore, amando anche lo stile e le possibilità del concept album, ma questo disco è la loro produzione più concentrata dato che è il loro lavoro più breve e lo hanno registrato proprio in one day, ovvero in 24 ore.

Il risultato è notevole come tutta la produzione di questo gruppo, essendo musica originale e mai scontata, un qualcosa che merita di essere meditata ascoltandola perché ha davvero tante letture possibili.

Un disco da sentire in più di one day.

 

Fucked up One day

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Luca Ottonelli. E’ nato a Genova nel 1969 e ho completato i primi studi artistici avendo come maestro di Figura G. Fasce.