fine before you came-ormai


E’ in un’anonima domenica di Gennaio che ritornano i Fine Before You Came (Marco, Filippo, Mauro, Jacopo, Marco). Il nuovo disco, Ormai, sette canzoni in bilico tra melodie post rock, voce graffiante e spleen emo, esce così, all’improvviso, in download gratuito, pronto a travolgerci.

Batteria martellante, chitarre a tagliare l’aria e si parte con la più che malinconica Dublino, con il suo “in tutti questi anni abbiam detto così tante cose, ne abbiam fatte così poche, programmato mille viaggi e poi rimasti sempre a casa” e con quel conclusivo “non mi piace Dublino”, gridato su delicate note di chitarra. Si prosegue con Sasso e le sue maree di pessimismo “e scoprire un po’ alla volta che non basta il tempo e non basta il fiato”, galleggiando sul morbido strato sonoro costruito dagli strumenti, fino a raggiungere la delicatezza di Magone “vorrei che il magone fosse un grande mago che ti strappi un sorriso, perchè credimi, con quella faccia sembri un randagio”, il suo duro ritornare alla realtà “ti porto al cinema stasera ma paghi tu che io non ho un lavoro” e quel suono così esplosivo ed energico, quasi a voler sommergere e nascondere le parole. Per Non Essere Pipistrelli, molto più inquieta e straniante, forse il pezzo più ostico del lotto, cresce in angoscia e senso di soffocamento fino a quel “ti porto tutt’altro che lontano, per non essere pipistrelli almeno”. Paese riprende fiato e lascia fiorire le melodie, raccontando della voglia di conoscere nuove strade, di fuggire dai centri commerciali, di scaldarsi con le parole mentre Capire Settembre, dolce e rilassata nel suono, si interroga sulla piacevole quanto incomprensibile malinconia autunnale. La conclusione, infine, affidata a La Domenica C’è Il Mercato, si caratterizza per quell’amara presa di coscienza che è “io non me ne andrei, se non fosse che è arrivato il tempo in cui il tempo non c’è più”.

La band, proseguendo il percorso iniziato con Sfortuna, pubblica un disco altrettanto interessante, piacevole e triste allo stesso tempo. Le canzoni, sempre rigate di malinconia e senso di sconfitta, colpiscono sia per le melodie scorrevoli quanto orecchiabili che per i testi, dannatamente semplici e naif, empatici ed efficaci.

Ormai è uno di quei dischi fatti per restare, per girare nel vostro stereo un’infinità di volte, da cantare prima in casa e poi a squarciagola sopra e sotto i palchi. Un disco triste, anzi tristissimo, ma assolutamente affascinante. Complimenti.

Link Download Disco: http://finebeforeyoucame.com/

TRACKLIST:
01. Dublino
02. Sasso
03. Magone
04. Per Non Essere Pipistrelli
05. Paese
06. Capire Settembre
07. La Domenica C’è Il Mercato

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