Controcultura è il quinto album in studio di Fabri Fibra, rapper originario di Senigallia (AN), pubblicato nel 2010 per Mescal/Universal. Il disco segue direttamente Quorum, disponibile in free download sul sito dell’artista, con cui condivide temi e poetica. I due album formano idealmente un dittico sulla realtà italiana contemporanea, visti attraverso gli occhi di uno dei rapper più lucidi e scomodi del panorama nazionale.
A me Fabri Fibra piace. Non mi piacevano i primi dischi, a mio avviso troppo volgari, poi il rapper di Senigallia ha cominciato una crescita che ad oggi è culminata in “Controcultura”, il disco che segue “Quorum” che era in free download fino a poco tempo fa sul suo sito internet. I due dischi sono strettamente legati l’uno all’altro, e rendono bene l’attuale poetica di Fabri Fibra, un rapper dell’Italia odierna.
Pur rimanendo in parte autocelebrativo, come tutti i rappers e il rap stesso, Fibra ci offre un ritratto dell’Italia che mancava da tempo in musica, almeno nella musica cosiddetta commerciale.
L’Italia è a pezzi e Fibra è una scheggia impazzita, un Marco Travaglio più incazzoso e senza tante pose rispetto all’originale. Qui c’è una denuncia: siamo nella merda, e ci sguazziamo volentieri. Certamente molti gruppi underground o alternativi ce lo dicono già da anni o da sempre, ma mi sembra difficile fare un disco come “Controcultura” anche per personaggi che hanno una forte credibilità underground. Noi di In Your Eyes portiamo a galla il sommerso, quelle bellissime realtà che stanno sotto la linea di galleggiamento della commerciabilità, promuovendo il do it yourself e il pensiero critico, per quanto possiamo.
Ma proprio per questo siamo i primi che non dobbiamo avere il paraocchi, o peggio il copriorecchie. Se Fibra o chi per esso incide un disco interessante per la Universal o per la Mescal, poco importa, dobbiamo vederne il contenuto.
E qui di contenuto ce n’è molto. Da tempo non ascoltavo un disco che parlasse di così diversi argomenti, tra cui l’omosessualità, i media italiani, il nostro governo e i giovani d’oggi. Fibra, persona intelligente, consapevole di essere un tamarro e non un intellettuale, sa che i giovani lo sentono e propaga messaggi positivi, magari celati dietro alle peggio rime, ma anche questo è il rap. Se dite, Fibra non lo ascolto mi stà sui coglioni, può anche andare bene, ma se dite che non lo sentite perché è commerciale, allora mi fate ridere. Fibra, con i suoi contratti con Footlocker e Adidas, parla di cose che tanti artisti cosiddetti impegnati neanche ci pensano, forse perché vive un po’ di più nella realtà odierna, non sulla strada, a quella ci pensano i Co’Sang.
Le rime di Fibra creano immagini perfettamente calzanti dei nostri giorni, di questa bolla di sapone che si chiama Italia. Questo rapper coglie i cambiamenti, conosce a fondo il web e la sua forza, e la usa. Se poi volete chiudere gli occhi e darvi all’ultimo disco di post rock perché fa figo, o perché il punk è l’unica musica che spacca ed è rivoluzionaria, o il metal è l’unica sede della vostra rabbia, allora non avvicinateci a Fibra.
Se invece volete ragionare, non cadere nei soliti cliché e sporcare un po’ di merda le vostre mani, qui c’è Fibra, che almeno nella merda ci sguazza con voi.
Applausi per Fibra. Applausi per Fibra. Applausi per Fibra.
Fabri Fibra Controcultura – Video
I brani da non perdere
La tracklist di Controcultura conta 18 brani e non ha momenti morti. Alcuni però meritano un cenno specifico.
Insensibile (traccia 10) è uno dei pezzi più riusciti del disco: Fibra abbandona i toni da cronista incazzato e si fa più intimo, raccontando la difficoltà di provare emozioni autentiche in un paese che ha anestetizzato tutto. Una delle vette dell’album.
Non Potete Capire (traccia 12) è il manifesto generazionale del disco. Fibra si rivolge direttamente a chi lo critica dall’alto, a chi non ha mai messo le mani nella merda quotidiana della vita italiana. Testo denso, flow tagliente.
Vip In Trip (traccia 8) è il lato più satirico e dissacrante di Fibra: un ritratto feroce del mondo dello showbiz italiano, raccontato con la precisione chirurgica di chi quel mondo lo conosce dall’interno ma non ci si è venduto.
Controcultura (traccia 7), il brano che dà il titolo all’album, è il cuore concettuale del progetto. Fibra ci spiega cosa intende per “contro”: non la posa alternativa, non il punk da salotto, ma una resistenza quotidiana, concreta, vissuta.
Tracklist completa – Fabri Fibra Controcultura (2010)
- 6791
- Escort
- ?
- Double Trouble
- + –
- Spara Al Diavolo
- Controcultura
- Vip In Trip
- Qualcuno Normale
- Insensibile
- Tranne Te
- Non Potete Capire
- 3 Parole
- Rivelazione
- Troppo Famoso
- Le Donne
- In Alto
- La Fretta










