Eyeless In Gaza – Photographs as memories

Eyeless In Gaza – Photographs as memories

Ristampa della meritoria Spittle Records del primo disco del 1981 degli inglesi Eyeless in Gaza, nome tratto da una novella di Aldous Huxley, uno dei gruppi culto degli anni ottanta e non solo. Questa ristampa rende giustizia ad un disco troppo spesso sottovalutato e relegato negli episodi minori del grande gruppo britannico.

 

In questo lavoro si può ascoltare un narrazione assai diversa degli anni ottanta qui ancora agli albori, una ricerca sonora che li contraddistinguerà fino ai giorni nostri e soprattutto già dal primo disco balza agli occhi la caratteristica principale degli Eyeless In Gaza, ovvero la totale mancanza di appartenenza ad un qualsivoglia genere musicale.

 

Certo qui dentro possiamo trovare pop, post punk, qualcosa dell’elettronica e anche tanto di avanguardia ma soprattutto troviamo la magnifica voce di Martin Bates, un cantante con una capacità vocale sterminata, capace ci fare con la voce cose che certi gruppi di sei elementi o più non sono in grado di fare.

 

La voce di Bates si accompagnava magnificamente con le costruzioni sonore di Pete Becker , con i suoi coloratissimi tappeti sonori ripieni di chitarre, synth, organi e violini, in un caleidoscopio sonoro notevolissimo e capace di sprigionare melodie incredibili, in quasi totale assenza di batteria. Gli Eyeless In Gaza sono un gruppo che porta l’ascoltatore ad immergersi completamente nella loro musica per un’esperienza sonora completa ed onnipresente che lascia senza fiato, molto anni ottanta ma anche molto oltre.

 

Il duo di Nuneaton nel Warwickshire è un concentrato di musica e genialità, una combo molto avanti con la loro visione musicale che progredirà ulteriormente nel futuro seppur fra lati e bassi fisiologici. In questa ristampa della italiana Spittle Records ci sono autentici capolavori come le tracce, giusto per nominarne due ma sono tutte eccezionali, “ In your painting” e “ No noise”, dove la loro musicalità è davvero totale.

Il giornalista e scrittore Antonio Dini, una tra le menti più lucide e avanti che abbiamo in Italia, ha di recente scritto in un numero della sua bellissima newsletter Mostly I Write che gli anni ottanta e soprattutto la musica degli anni ottanta è stata splendida, innovativa e mai ovvia, e anche molto poco riconosciuto come tale. Dini ha completamente ragione e questo disco né un delle testimonianze più vivide, possedendo una varietà ed una forza che erano possibili solo in quegli anni, almeno in una certa forma come li troviamo qui.

Oggi un disco così se si riuscisse a fare sarebbe forse un flop, non perché la musica sia peggiore ma perché sono cambiati i tempi ed i costumi, ci sono molte più pose social e meno gruppi come gli Eyeless In Gaza che spuntavano fuori dal nulla e piacevano ad un pubblico trasversale riuscendo ad essere di avanguardia.

Una ristampa che va a colmare un grande vuoto.

Eyeless In Gaza – Photographs as memories

Share:

Facebook
Twitter
Pinterest
LinkedIn
Get The Latest Updates

Subscribe To Our Weekly Newsletter

No spam, notifications only about new products, updates.
No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

On Key

Related Posts

Memoriam – Rise to power

Atteso ritorno dei Memoriam, il gruppo death metal fondato dal cantante Karl Willetts ex dei Bolt Thrower  da Frank Healy bassista dei Benediction ed ex chitarrista dei Napalm Death, insomma la crema del death metal, coadiuvati molto bene da Scott Fairfax alle chitarre e Spike T. Smith alla batteria.

Cosa resta del duemilaventidue

  Un altro anno se n’è andato, portandosi dietro le scorie di dodici mesi costantemente vissuti al di sotto delle nostre possibilità, castrati da un contesto sociale che non riusciamo a modificare in alcun modo. I sogni anche per questa volta sono rimasti tali, immutati

Tropical Fuck Storm - Submersive Behaviour_cover

Tropical Fuck Storm – Submersive Behaviour

È qui e richiede attenzione, perché i Tropical Fuck Storm hanno dimostrato più volte di saper far bene, di saper maneggiare il rock (alternativo, indie, noise, quello che volete) meglio di tanti altri – ma direi di quasi tutti.

Luca Ottonelli

Luca Ottonelli. E’ nato a Genova nel 1969 e ho completato i primi studi artistici avendo come maestro di Figura G. Fasce.