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Recensione : Dracula Drivers – Reborn

Dracula Drivers, che esista un saldo connubio tra il rock'n'roll che amiamo e le pellicole horror - soprattutto quelle d'antan - è cosa assolutamente assodata.

Dracula Drivers - Reborn

Che esista un saldo connubio tra il rock’n’roll che amiamo e le pellicole horror – soprattutto quelle d’antan – è cosa assolutamente assodata. Questa fascinazione ha portato alla creazione di un vero e proprio genere: l’horror punk, che vede come capiscuola i Misfits e i TSOL.

A questo filone si ascrivono i calabresi Dracula Drivers che nell’ultimo album oltre a ricordarci i grandi della scena, aggiungono ulteriori influenze, che rendono la proposta del gruppo molto interessante.  Che le frecce all’arco della formazione cosentina siano accuminate e sappiano colpire nel segno lo dimostrano assonanze con certo hardcore californiano (Adolescents, Social Distortion, Alley Cats su tutti) contenute in Monsters are Back, o l’anthemica Night of the Damned, il giro di chitarra misterico e ricco di pathos di Escape from Planet of the Apes, l’incedere ramonesiano di I Killed Hitler e l’esercizio alla Bad Religion di The World is Falling Down.

A chiudere il disco tre cover: Pet Sematary dei Ramones, mancoadillo!, Return of the Warlord dei Manowar e Running Free degli Iron Maiden. Ogni brano del disco viene introdotto da frammenti di dialogo tratti da film di culto. Ben registrato, ben suonato e supportato da una voce molto efficace, questo disco è un indubbiamente un ascolto molto piacevole.

Bene, bravi e (speriamo a breve) bis.

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