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Recensione : Delirio & The Phantoms – Platinum

Un progetto gotico di ottima musica, con una grande ricerca nell'incontro fra immagine e musica, e molto molto meglio di tante cose uscite ultimamente, senza fare nomi, ma ci siamo capiti. 

Delirio & The Phantoms – Platinum

In questi tempi di successo di gruppi come i Ghost che meritatamente o meno, non è questa la sede per discutere dell’argomento, riportano gli ascoltatori ad atmosfere anni settanta o giù di lì è importante capire da dove venga quel suono, quel gusto di fare rock con venature di pop oscuro.

A tal proposito è uscito in questo periodo il nuovo disco di Delirio & The Phantoms intitolato “Platinum” pubblicato da Fuel Records e distribuito da Self, una nuova avventura sonora per il tastierista dei Death Ss che qui ovviamente si occupa delle tastiere, suo figlio Chris che è il vero fenomeno della compagnia e che qui si occupa di batteria, tastiera, chitarra e anche di alcune voci, accompagnati dal chitarrista Paolo Oliveri e Alessandro Lupo al basso.

Qui tutti i musicisti sono eccellenti come le loro composizioni, un insieme di canzoni che fluttuano fra hard rock, pop, prog e rock gotico, con melodie bellissime e un senso di cose preziose, proprio come il platino del titolo.

Ogni canzone nasconde al suo interno un ottimo bagaglio di soluzioni sonore fedeli alla scuola italiana che attraversa la nostra musica da oltre 40 anni e non molla il colpo, quell’avanguardia sonora che parte dalla provincia e si propaga ovunque, come è stato per i Death Ss e ora è per i Delirio 6 The Phantoms.

In un’era digitale il gruppo ci riporta indietro alla magia dell’analogico non tanto per il supporto, quanto per il gusto di fare dischi corposi che sono meglio ascoltati per intero, dove c’è un singolo ma sono tutti potenziali singoli, e la cosa più importante è la creatività dei musicisti. Perdersi negli oltre nove minuti di “Platinum” è magnifico e va ben oltre i sottili canoni della musica moderna. “Platinum” è un disco di altri tempi che può però essere gustato da chi è nato negli ultimi venti anni, è un mostrare talento e gusto, voglia di esprimersi e di intrattenere attraverso una musica di alta qualità e di ottima fattura.

Ospiti di alto lignaggio in “Free man”, ovvero il bassista storico degli Angel Witch Kevin Riddles e il chitarrista storico dei Gypsy’s Kiss, primo gruppo di un certo Steve Harris, David Smith per mantenere viva quella fiamma nera che lega tanti gruppi. Inoltre ogni settimana sul canale Youtube del gruppo verranno pubblicati nuovi video delle canzoni, testimonianza che chi ha voglia e talento seppur proveniente da un’altra epoca sa stare eccome al passo dei tempi.

Un progetto gotico di ottima musica, con una grande ricerca nell’incontro fra immagine e musica, e molto molto meglio di tante cose uscite ultimamente, senza fare nomi, ma ci siamo capiti.

Delirio & The Phantoms

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