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Recensione : When the sun comes down – Necropolis railway

I When the sun comes down sono un duo formato da due grandi veterani della scena metal underground italiana, ovvero Thomas Hande Chaste che qui scrive la musica e i testi, suona voce, chitarra, basso, tastiere e batteria e da Alexander Scardavian alla chitarra

When the sun comes down – Necropolis railway

I When the sun comes down sono un duo formato da due grandi veterani della scena metal underground italiana, ovvero Thomas Hande Chaste che qui scrive la musica e i testi, suona voce, chitarra, basso, tastiere e batteria e da Alexander Scardavian alla chitarra. Thomas ha militato in gruppi come Death SS, Paul Chain Vilet Theatre, Witchfield e Sancta Sanctorum, mentre Scardavian ha collaborato con Paul Chain sia in studio che dal vivo, ed è il fondatore degli Strange Here.

Questo è il secondo disco come When the sun comes down, si chiama “Necropolis railway” ed esce per la pavese Minotauro Records, un’etichetta che ha nel suo catalogo la storia del metal e del rock nostrano e non solo. Il lavoro è un disco tenebroso, dedito all’occulto con cognizione di causa, musicalmente una gema di doom anni ottanta e novanta, dai Saint Vitus a cose più vicine all’hard rock dal gusto teatrale. L’incedere del gruppo è sempre senza esitazioni, musicisti con questa esperienza e con la loro visione sanno sempre cosa fare, e questo disco assomiglia alla colonna sonora di un film horror anni settanta, l’immaginario è quello, ed è fortemente italiano. Le canzoni sono tutte composizioni con giri di chitarra di Scardavain voodoo che ti avvolgono come spire, con la voce di Hand Chaste che esplora il delirio, esaltata dagli assoli sempre notevoli.

Inoltre le tastiere giocano un ruolo davvero importante e sono sempre suonate diabolicamente. I due sono antichi sacerdoti del male e ci portano nell’oscurità, quel tipo di oscurità musicale che tanto bene sappiamo fare in Italia, regalandoci una prova di una musicalità superiore, con composizioni che ti entrano in testa e soprattutto nel cuore, anche grazie ad una produzione vintage. Il disco è molto piacevole e crea quel sottile piacere inquietante che sa dare il doom più imbastardito e un po’ invecchiato, quell’erba cattiva che infesta e per fortuna non muore mai.

Notevoli anche gli ospiti che accompagnano il rituale come il musicista Marco Grosso che suona le tastiere e i synth nell’iniziale “Mater tenebrarum” che rende molto bene l’idea di ciò che sarà, o Gilas alla voce in “Schizophrenic II”, e Luna Fp bellissima voce femminile in “Mater tenebrarum”. Un lavoro da amanti della musica oscura per adepti che amano queste sonorità.

Piccola postilla finale: il titolo trae ispirazione dalla ferrovia della morte, cosiddetta perché portava i morti da Londra al cimitero di Brookwood poco fuori la capitale nel Surrey. Il cimitero di Brookwood, conosciuto anche come la Necropoli di Londra,  fu inaugurato nel 1852 ed è tuttora attivo, è il più grande del Regno Unito ed uno fra i più grandi in Europa.

Brookwood si rese necessario perché a Londra non si riuscivano più a trovare gli spazi per i morti, e portarli fuori Londra permise anche soluzioni più economiche anche grazie al viaggio in treno, che costava meno del viaggio in carrozza.

When the sun comes down

Brani:
1) Mater Tenebrarum
2) Wait for the Pain
3) No Sun City
4) Longway Home
5) Anima
6) Heaven Side
7) Schizophrenic II
8) Necropolis Railway 

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