Caelestis – Telesthesia

Cinque brani splendidi attorniati da tre brevi tracce strumentali valgono l'approvazione incondizionata per l'operato dei Caelestis.

Caelestis – Telesthesia

Al termine della recensione di “Heliocardio”, Ep di due anni fa che rivelava una brillante vena postrock, mi chiedevo quale strada avrebbe intrapreso Cataldo Cappiello, fondatore dei Caelestis.

Nel 2015, dopo diverse configurazioni, dalla versione solista degli esordi improntati ad un industrial ambient fino alla costruzione di una band vera e propria in occasione di “Heliocardio” e del successivo singolo “Spyglass”, i Caelestis sono approdati infine alla forma di un duo, con la sola cantante Vera Clinco rimasta ad affiancare il musicista campano, che torna così ad occuparsi in prima persona dell’intera strumentazione.
Telesthesia costituisce un nuovo passo forse decisivo verso quelle sonoritĂ  shoegaze che fino a ieri apparivano ancora screziate da lievi venature metalliche.
Testi poetici che, come la musica, vivono di contrasti tra luci ed ombre, tanto che la malinconia di fondo viene stemperata da una soffusa luminositĂ , vengono interpretati dalla Clinco così come era avvenuto in “Heliocardio”, esibendo una timbrica particolare ed una tecnica per certi versi inusuale: pur apprezzandone non poco l’intensitĂ  interpretativa, ritengo certe volte irritante l’impossibilitĂ  di comprendere agevolmente i testi a causa di qualche forzatura di troppo che porta sovente a spezzare le singole parole per adeguarle alla metrica.
Detto ciò l’album, piuttosto breve, risplende comunque delle sue tonalità blu come già accadde al predecessore, dimostrando una volta in più il talento compositivo di Cappiello unito ad un tocco chitarristico personale ed incisivo pur nella sua apparente levità.
Rispetto a certe interpretazioni tediose dello shoegaze, i Caelestis esibiscono una vena melodica superiore alla media asservita ad una forma canzone espressa, peraltro, con un’eleganza difficilmente riscontrabile nella concorrenza.
Cinque brani splendidi (con Il Profumo Del Mare ad elevarsi sul resto della tracklist) attorniati da tre brevi tracce strumentali, valgono nuovamente l’approvazione incondizionata per l’operato dei Caelestis, capaci di aprire un squarcio di intenso colore blu nella cappa di grigio che avvolge la quotidianitĂ .

Tracklist:
1. Bonfires Night
2. Each Uisge
3. Ironforged
4. The Storm
5. Once Upon a Time
6. In Eclipse

Line-up:
Cataldo Cappiello – Songwriting, All instruments
Vera Clinco – Songwriting, Vocals

CAELESTIS – Facebook

Share:

Facebook
Twitter
Pinterest
LinkedIn
Get The Latest Updates

Subscribe To Our Weekly Newsletter

No spam, notifications only about new products, updates.
No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

On Key

Related Posts

Death Mantra For Lazarus – DMFL

Sussurri musicali dettati da una grande tecnica musicale accompagnata da una capacitĂ  compositiva superiore, per un lavoro tutto da ascoltare, scoprire ed amare, per chi ama immergersi nella dolce tempesta dei Death Mantra For Lazarus.

AA VV – BOMB YOUR BRAIN Vol. 2

Secondo capitolo per la compilation “Bomb Your Brain“, ancora una volta concepita e pubblicata, sempre in cinquecento copie, dalla piccola e coraggiosa etichetta indipendente francese PigmĂ© Records. Stessa formula del primo volume, una succosa e urticante raccolta (a questo giro con la didascalia che recita:

THE FUZZTONES live a POGGIBONSI (Si)

THE FUZZTONES live: Sul palco i Fuzztones, gruppo storico garage rock statunitense, il cui nome è stato ispirato dall’effetto di distorsione fuzz tone appunto, inventato nel 1962 e che sentiamo sempre in Satisfaction dei Rolling Stones.

South Sardinian Scum - Switch the Driver

South Sardinian Scum – Switch the Driver

I South Sardinian Scum non si inventano un cazzo, e neanche vogliono farlo, si limitano a suonare ciò che gli piace e lo fanno con la voluttĂ  di chi sta compiendo una missione per conto di un dio minore e perdente, se non vi basta fatevi un bell’ aperitivo in un bar fighetto con della tech house di sottofondo sperando che il cocktail di merda che vi sarĂ  servito vi vada per traverso.