iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999
Cerca
Close this search box.

Recensione : Blanck Mass – World Eater

Blanck Mass apre la serratura a doppia mandata delle porta del suo tempio labirintico spingendoci dentro l'ascoltatore e richiudendogli la porta alle spalle, lo costringe a girovagare tra questi epici e solenni muri di suono caratterizzati da loop, voci spezzate e ritmi a volte forsennati.

Blanck Mass – World Eater

L’inglese Blanck Mass apre la serratura a doppia mandata delle porta del suo tempio labirintico spingendoci dentro l’ascoltatore e richiudendogli la porta alle spalle, lo costringe a girovagare tra questi epici e solenni muri di suono caratterizzati da loop, voci spezzate e ritmi a volte forsennati.

Un album dove chiaramente c’è poco spazio per la dolcezza e delicatezza, ma piuttosto rende bene l’idea di Benjamin John Power (alias Blanck Mass e componente dei Fuck Buttons) che il mondo se lo vuole divorare, infatti questo nuovo lavoro si chiama WORLD EATER e uscirà il prossimo 3 marzo per Sacred Bones Records.
Girovagando per questo labirinto elettronico si avvertono chiaramente richiami dubstep, industrial, noise, post-rock; un disco violento, ma intermezzato anche da brani più melodici di natura ambient, chiara novità di questo lavoro.
7 tracce per 48 minuti totali di durata, tolto il primo brano poco più di 2 minuti e mezzo, troviamo brani dai 6 ai 9 minuti.
L’intro del disco si chiama John Doe’s Carnival Of Error, Blanck Mass ci mostra un crescendo di suoni e loop con intrecci vocali passando senza alcuna pausa alla track n° 2.
Rhesus Negative, brano noise con voci urlate ritmi martellanti e ripetitivi, quasi nauseanti.
Tutto d’un fiato grazie ad uno stargate sonoro si passa a Please, uno dei brani più belli del disco non a caso anche primo singolo, atmosfere molto melodiche ma al contempo introspettive con una grossa caratteristica ambient.
Frenesia e ripetitività con piccole variazioni ad un tema principale che ricorre per tutta la canzone, The Rat.
Atro pezzo chiave tra i migliori insieme a Please è senz’altro Silent Treatment (secondo singolo estratto), non fatevi ingannare dei primi secondi abbiate pazienza ed entrerete nell’angosciosa coscienza di Blanck Mass, non abbiate paura!
Minnesota / Eas Fors / Naked, dagli inizi puramente noise apparentemente senza senso si passa ad uno spazio senza gravità dove fluttuare trasportati da effetti ambient e voci riverberate per poi arrivare ad un finale quasi da film anni ’80, come ci suggerisce il titolo, brano con tre parti e titoli diversi.
Arriviamo alla fine con la numero 7 Hive Mind, brano molto valido pregno di atmosfere cupe ma piacevoli beat, effetti e voci coinvolgenti che trascinano l’ascoltatore in un vortice impetuoso.

World Eater è sicuramente un disco da ascoltare anche se a tratti può disorientare e risultare troppo ripetitivo, ma probabilmente è quello che vuole trasmettere Blanck Mass a chi tenta di avvicinarsi, una scorza dura che con pazienza si apprezza e si comprende, in fin dei conti serve a far nascere e proteggere qualcosa di bello.

TRACKLIST
1 – John Doe’s Carnival Of Error
2 – Rhesus Negative
3 – Please
4 – The Rat
5 – Silent Treatment
6 – Minnesota / Eas Fors / Naked
7 – Hive Mind

URL Facebook
http://it-it.facebook.com/BlanckMass/

Blanck Mass – Blanck Mass

Get The Latest Updates

Subscribe To Our Weekly Newsletter

No spam, notifications only about new products, updates.
No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Ovo – Creatura

A volte non è così semplice classificare una band secondo generi musicali prestabiliti e molto spesso non se ne vede il bisogno, ci sono realtà che giocano a favore di questa teoria, un esempio sono gli OvO che tolgono tutti dubbi sulla tipologia del genere che esprimono, escono dai soliti canoni fondendo insieme generi musicali come il noise, il rock e l’elettronica.

Porter Ray – Watercolor

E’ un lavoro che al primo ascolto forse potrebbe rimanere distaccato dall’ascoltatore, ma abbiate il coraggio di ascoltarlo con attenzione e vi accorgerete che Watercolor non è nient’altro un amico che vi chiede di fare una passeggiata per raccontarvi la sua vita, passando da aspetti bui a momenti di serenità, a chi non fa piacere ascoltare un buon amico confidarsi?

Lower Than Atlantis – Safe In Sound

Impeccabilità è la parola d’ordine, l’ascoltatore più distratto potrà notare la cura del sound e degli arrangiamenti. Gli Inglesi Mike Deuce, Ben Sansom, Eddy Thrower e Declan Hart insieme sono un conglomerato di puro rock, come gli ormai conosciutissimi Biffy Clyro e Foo Fighters. Parliamo dei Lower Than Atlantis che arrivano in questo 2017 dopo anni di dischi (ben 4 alle spalle) e concerti presentando Safe in Sound, in assoluto il loro album meglio riuscito e meglio maturato.