Beborn Beton – She Cried EP

Beborn Beton – She Cried EP 1 - fanzine

Beborn Beton – She Cried EP

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Per la serie battiamo (lecitamente) il ferro finché è caldo, i Beborn Beton dopo il buon successo ottenuto con il loro recente album A Worthy Compensation, offrono ai loro estimatori questo Ep che verte soprattutto sulla riproposizione in quattro diverse versioni del singolo She Cried, al quale si aggiungono i remix di altri due brani tratti dall’ultimo lavoro, 24/7 Mystery e Who Watches The Watchmen e, soprattutto la splendida cover The Black Hit Of Space, canzone degli Human League risalente al 1980 e avvolta in maniera brillante di una nuova ed ancor più elettronica patina di modernità.

Per il resto, oltre ad una sempre gradita She Cried, la cui rappresentazione più intrigante è la club version di Olaf Wollschläger, troviamo una gradevole 24/7 Mystery remixata da Val Solo ed una Who Watches The Watchmen (la mia canzone preferita di A Worthy Compensation) rivoltata come un calzino dalle sapienti mani di Daniel Myer.
Come sempre in questi casi, uscite simili nulla aggiungono e nulla tolgono al valore e allo status della band, per cui si rivelano essenzialmente un gradito cadeu per i fans più incalliti, pur rappresentando un’operazione comunque non priva di motivi di interesse.

Tracklist:
1. She Cried (Single Edit)
2. The Black Hit Of Space
3. She Cried (Extended Club Remix)
4. 24/7 Mystery (Remix by Val Solo of S.P.O.C.K.)
5. She Cried (Zynic Remix)
6. Who Watches The Watchmen (Daniel Myer Remix)
7. She Cried (babyMax Remix)

Line-up:
Stefan Netschio
Stefan Tillmann
Michael B Wagner

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Stefano Cavanna
stefano@iyezine.com

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.

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